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Un militare dell’Esercito e un agente della polizia ferroviaria sono stati feriti a coltellate da un marocchino. E’ successo intorno alle 20 in stazione Centrale a Milano, nel piano ammezzato, davanti al bar Segafredo, durante un controllo di routine. L’aggressore, un ventenne nato in Italia da una famiglia marocchina, è stato fermato. Era già stato arrestato in passato per droga.

Le condizioni dell’agente e del militare non sono preoccupanti, sono stati entrambi accompagnati all’ospedale: il poliziotto in codice verde al Fatebenefratelli con una ferita al braccio, il militare è stato colpito al collo ed è in giallo. Subito dopo l’aggressione è scattato l’allarme: due ingressi dello scalo sono stati chiusi e sono arrivati rinforzi della polizia, due ambulanze e due automediche.

Assieme a un altro militare (rimasto illeso) formavano una pattuglia mista che stava effettuando un controllo. Il ferimento è avvenuto alle 20 al piano ammezzato della stazione, di fronte al bar Segafredo. Gli agenti gli avevano chiesto i documenti e lui ha subito estratto il coltello.

La zona della stazione Centrale è molto calda in questo periodo a Milano, soprattutto dopo il controllo a tappeto di un paio di settimane fa nel corso del quale la polizia – con un’operazione massiccia e inaspettata – perquisì, controllò e accompagnò in questura una cinquantina di migranti. Furono impiegati poliziotti a cavallo ed elicotteri e l’impressione fu quella di un’azione militare spropositata rispetto ai problemi di microcriminalità che pure esistono nella zona della stazione.

Anche il sindaco prese le distanze da quel modo di agire (l’operazione non era concordata con il Comune), tanto da ribadire nell’intervista a Repubblica: “Il blitz alla stazione non è il nostro modello”. Proprio sul tema dei migranti e soprattutto dopo quel maxiblitz (anche se la manifestazione era stata già indetta da tempo), la città si prepara sabato 20 maggio alla marcia per i migranticon una previsione di diecimila partecipanti almeno.