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“La bandiera tedesca esposta non può certo essere neonazista, visto che è quella militare della prima guerra mondiale. Comunque un nemico dell’Italia, ma in ogni senso tutta un’altra storia”, ha affermato su Facebook Enrico Mentana, direttore di La7, al termine di 12 ore di subbuglio per la stampa nostrana, vittima di una corsa allo scoop che in realtà ha rilanciato per l’ennesima volta una pesante ombra sull’informazione nel nostro Paese.

Era il pomeriggio di sabato 2 dicembre quando da una testata di Firenze veniva lanciato un video nel quale si vedeva in una camera di una caserma dei Carabinieri del capoluogo toscano una bandiera tedesca. L’autore del video, il direttore della testata, aveva pubblicato il video affermando che si trattasse di una bandiera neonazista. Peccato che si trattasse di quella della Marina Imperiale Tedesca, rinomata anche per aver fatto crollare l’Impero nel 1918.

LA BANDIERA “REICHSKRIEGSFLAGGE” E’ LA BANDIERA DA COMBATTIMENTO DELLA MARINA IMPERIALE TEDESCA 1903-1919 (SECONDO REICH).
Il secondo Reich inizia 18 gennaio 1871 fino all’abdicazione del Kaiser Guglielmo II il 9 novembre 1918, nulla a che fare con il nazismo era una Monarchia.
Il terzo Reich Nazista comprende il periodo che va dal 1933 al 1943 denominato “Grande Reich tedesco” e dal 1943 al 1945 chiamato “Reich millenario”ed era uno Stato totalitario.(Daniele Poli studio seconda guerra mondiale. Analisi Storica)

Il caso nazionale è scattato, però, quando le principali testate online italiane hanno dato per vera la notizia, ovvero che si trattasse di una bandiera neonazista. Quale è stato l’errore delle testate? Quello di non verificare le fonti, un problema anche dalla politica che immediatamente ha chiesto provvedimenti nei confronti del carabiniere.

 

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