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“Le attività condotte per la ricerca del latitante Norbert Feher sono state costantemente condivise nelle previste sedi istituzionali con le autorità locali di pubblica sicurezza (prefetto e questore), che hanno ricevuto informazioni e aggiornamenti, in un quadro di assoluta correttezza istituzionale e reciprocità informativa, nel rispetto della legge”.

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Ferrara risponde così agli articoli in cui si rende noto il contenuto delle indagini sulla morte di Valerio Verri. Negli atti, contenuti anche nell’opposizione dei figli della vittima al decreto di archiviazione della procura, si legge come la questura ammettesse di essere informata dei fatti relativi ai delitti di Igor prima dalla stampa che dagli inquirenti dell’Arma.

Secondo i figli di Verri, il guardiacaccia sarebbe stato mandato di pattuglia nelle bassa emiliana nonostante i carabinieri fossero a conoscenza della presenza in zona del pericoloso assassino (che solo 7 giorni prima aveva ucciso Fabbri). Ieri, però, il comando provinciale dei carabinieri di Ferrara ha precisato che “si sono acquisiti elementi sulla possibile presenza di Norbert Feher alias Igor Vaclavic nelle valli del Mezzano, solo dopo i fatti delittuosi del tragico 8 aprile” (giorno dell’uccisione di Verri) e che “nessun dato investigativo, fino ad allora, faceva presagire la sua responsabilità penale per gli episodi delittuosi del 30 marzo e del 1 aprile, né la sua presenza nella zona”.

“Ma è sicuro di ciò che dice? Non crede sia meglio invece tacere e magari chiedere scusa? O chiedere scusa non è contemplato per un Colonnello dei Carabinieri anche quando commette errori imperdonabili che sono costati la vita di una brava ed onesta persona che l’unico torto che ha avuto è stato quella di avere una grande passione per la sua terra e per l’ambiente?”. Sono le domande al comandante dei Carabinieri di Ferrara, colonnello Andrea Desideri, di Francesca e Emanuele Verri, figli di Valerio, ucciso l’8 aprile da Norbert Feher. In una lettera, i Verri replicano alla nota dell’Arma ferrarese, dopo le notizie sulle accuse sul scambio di informazioni sulle indagini: “Se lei non intende chiedere scusa lo facciamo noi per lei. Chiediamo scusa a tutti i bravissimi Carabinieri che lavorano sotto di lei ai quali va comunque la nostra riconoscenza, il nostro rispetto ed il nostro affetto. Chiediamo scusa per la situazione in cui ora si trovano e non certo per colpa nostra o di nostro padre. Non è d’accordo?”.

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