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“Il comunicato della Ficiesse sull’emendamento presentato dalla Commissione uranio fornisce una lettura distorta dei fatti e della proposta di intervento legislativo per sostenere una istanza di riconoscimento del diritto di associazione sindacale, che, per quanto auspicabile, non può essere presentata come alternativa rispetto ad un intervento finalizzato al concreto miglioramento dei livelli di salute e di sicurezza dei militari, attualmente meno tutelati della generalità dei lavoratori italiani”, dichiara Gian Piero Scanu, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito.

“La Ficiesse è costretta ad ammettere che con la proposta di legge della Commissione le prestazioni garantite dall’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali si aggiungono alle speciali provvidenze oggi garantite ai militari e non le sostituiscono”.

“Per suffragare in qualche modo l’allarmismo nei confronti di una proposta che, se approvata, costituirebbe un passo decisivo verso il pieno riconoscimento dei diritti dei militari, Ficiesse dà una lettura capovolta della relazione programmatica 2018-2020 del CIV INAIL”, continua Scanu. “Il documento, con ogni evidenza, auspica un intervento legislativo allo scopo di rimuovere taluni ostacoli posti, per finalità di contenimento della spesa pubblica, dal D.Lgs. n. 38/2000, e consentire così ulteriori miglioramenti di tutela e non certo per consentire di ridurre la spesa dell’INAIL per prestazioni, come pretestuosamente affermato dalla Ficiesse”.

“La proposta di legge è stata responsabilmente presentata a conclusione di un lavoro pluriennale della Commissione di inchiesta, che ha audito tutte le componenti interessate, a cominciare dai militari vittime di eventi lesivi e dai loro familiari superstiti”.

“È incomprensibile che si voglia ostacolare l’oggettivo miglioramento della condizione dei militari”, conclude Scanu, “per subordinarlo al riconoscimento del diritto di associazione sindacale e poi raggiungere, forse, lo stesso risultato soltanto dopo un confronto con il costituendo sindacato”.

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