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Parte la stagione contrattuale per gli statali. Oggi 27 giugno, secondo quanto riporta l’Adnkronos, i sindacati sono convocati all’Aran per l’avvio delle trattative per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, parte così la stagione contrattuale 2016-2018 dopo 8 anni di blocco.

Una convocazione attesa e preannunciata dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia la settimana scorsa, quando aveva detto di aver invitato il presidente dell’Aran Sergio Gasparrini a convocare le parti e iniziare formalmente la sessione dei contratti entro giugno.

Le premesse infatti sono state poste con l’invio dell’atto di indirizzo generale da parte del ministro e il successivo incontro con i comitati di settore all’Aran (Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) sul testo che ha avuto esito positivo. Gli stessi comitati di settore, ovvero gli organismi collegiali costituiti per rappresentare categorie omogenee di amministrazioni, comunque, dovranno integrare l’atto di indirizzo rispetto ai loro comparti, oggi ridotti a quattro da undici: Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità, Istruzione e ricerca.

I rinnovi contrattuali, che prevedono un aumento medio mensile di 85 euro, riguarderanno una platea di oltre 3,3 milioni di dipendenti pubblici. Un numero che non è esaustivo però dell’universo pubblico impiego che conta anche circa mezzo milione di precari tra 173 mila non dipendenti (tra lavoratori atipici, collaboratori e lavoratori temporanei) e quasi 294 mila occupati a tempo determinato, in base ai primi dati del censimento delle istituzioni pubbliche dell’Istat.

“La notizia secondo cui L’Aran ha convocato per il 27 giugno una dozzina di confederazioni sindacali per un primo confronto sul rinnovo dei contratti è sicuramente una buona notizia”. Questo il commento del segretario nazionale del Silp Cgil, Daniele Tissone, che chiede che venga al più presto convocato un identico tavolo con le rappresentanze del comparto Sicurezza e difesa di cui fanno parte gli operatori di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, oltre a tutte le altre rappresentanze militari.

“Dopo 8 lunghi anni di blocco contrattuale che hanno peggiorato, unitamente ai pesanti tagli di settore, le condizioni di vita e di lavoro del nostro personale – conclude il sindacalista -, chiediamo al governo di aprire subito il confronto richiesto anche al fine di adeguare le molte indennità accessorie congelate al 2007; indennità resesi oggi obiettivamente irrisorie e improponibili stante i molteplici impegni che gravano, quotidianamente, sulle forze dell’ordine ad iniziare dalla delicata opera di contrasto verso l’imprevedibile quanto temibile forma di criminalità organizzata di natura terroristica a carattere transnazionale”.

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