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“Eliminare ogni preclusione all’accesso dei celiaci alle carriere militari”. E’ l’obiettivo del senatore Roberto Cassinelli che, prima della conclusione della legislatura, ha messo nel mirino la discriminazione in atto. “Il ministri Pinotti e Minniti devono spiegarci il motivo per cui, nel ventunesimo secolo, non sia ancora possibile per un celiaco puntare alla professione militare. Non si capisce il motivo, visto che possono far carriera in Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco e aeronautica commerciale. Il resto è off limits”, ribadisce Cassinelli.

Una norma anacronistica visto “che il mercato oggi rende disponibili alimenti senza glutine che si distinguono anche per l’elevato grado di “servizio”, come i pasti pronti confezionati, in coerenza con i più diffusi stili alimentari. Inoltre distribuzione degli alimenti, in passato garantita dal solo circuito farmaceutico, ora avviene anche attraverso la grande distribuzione organizzata favorendo, oggettivamente, il superamento degli ostacoli logistici e facilitando il vettovagliamento presso caserme e strutture militari diverse”, prosegue il senatore ligure.

Secondo l’ultima relazione al Parlamento (2015) i celiaci in Italia sono 180mila, di cui circa i due terzi sono donne. Rappresentano però solo il 30% delle diagnosi attese, essendo acclarato da numerosi studi epidemiologici che la prevalenza della celiachia in Italia e nel mondo è pari all’1% della popolazione. “La preclusione alle carriere militari che rappresentano posti di lavoro, ci impone, al fine di garantire pari diritti a tutti, di riconoscere a compensazione tutele particolari ai celiaci per accedere ad altri concorsi pubblici”, conclude Cassinelli.

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