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L’on. Vincenzo D’Arienzo, deputato in Commissione Difesa, anticipa a Difesa Online le novità principali del provvedimento che regola il passaggio dei Forestali nell’Arma dei Carabinieri.

Ad un anno di distanza, quale valutazione è possibile sulla riforma del Corpo Forestale dello stato?

L’accorpamento del Corpo Forestale all’Arma dei Carabinieri è stato un provvedimento complesso e contrastato, mai pensato fino ad allora e che non ha eguali in altri settori della Pubblica Amministrazione.

Per fortuna, diversamente da quanto era stato detto, ferme restando le differenze ideali sulla scelta di fondo, tecnicamente quel riordino ha garantito i conosciuti e apprezzati livelli di presidio dell’ambiente, del territorio e del mare, della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell’unitarietà delle funzioni attribuite e ha assicurato la necessaria corrispondenza tra le funzioni trasferite e il transito del relativo personale. 

Il correttivo lo dimostra per la sua snellezza e portata, perché va ad integrare alcuni aspetti che non intaccano i pilastri della riforma.

Appunto, perché introdurre un correttivo al decreto del 19 agosto 2016, n. 177?

Perché era stata prevista questa possibilità proprio per affrontare gli aspetti che potevano evidenziare criticità nell’attuazione. E lo faremo per apportare alcune modifiche necessarie alla luce di esigenze di coordinamento normativo che sono emerse nella fase di applicazione della disciplina che regola l’assorbimento del Corpo nell’Arma. A giorni la Commissione Difesa, che ha tempo fino al 12 novembre, esprimerà il proprio parere.

Quali sono le novità principali che verranno introdotte?

Sono diverse. Metto in cima, e non simbolicamente, i “diritti sindacali”.

Mi spiego. Ho sempre compreso le difficoltà dei tanti Forestali nel difficile passaggio dallo status civile a quello militare e, quindi, il transito dai sindacati alla rappresentanza militare con i limiti relativi. Ad oggi quel passaggio ancora non si è compiuto. Con il correttivo disponiamo che nelle more del rinnovo degli organi della rappresentanza militare, il personale del Corpo forestale dello Stato transitato nell’Arma dei Carabinieri eleggerà, con procedura straordinaria, delegati per la composizione dei consigli di base del consiglio intermedio e del consiglio centrale di rappresentanza. Era ora.

Chi sarà interessato, in particolare, dalle modifiche al Codice dell’ordinamento militare per l’estensione dell’istituto dell’ausiliaria?

Questa è la seconda novità importante. Estendiamo l’istituto dell’ausiliaria al personale del Corpo forestale dello Stato transitato nell’Arma allineando circa 5.840 persone con il restante personale dell’Arma dei Carabinieri che hanno già la possibilità di scegliere tra l’ausiliaria ed il cosiddetto “moltiplicatore del montante contributivo”.

Sono, ovviamente, esclusi coloro che sin da quest’anno vengono assunti nei vari ruoli dell’Arma per assolvere le funzioni forestali perché già insita.

E per quel che riguarda l’inquadramento del personale del Corpo forestale transitato nel Ministero delle politiche agricole?

Con la riforma avevamo previsto che alcune attività specialistiche di quel Ministero venissero svolte dal personale transitato dal Corpo forestale. Con il correttivo chiariamo che il conseguente inquadramento del personale interessato nei ruoli del Ministero è effettuato sulla base della tabella di equiparazione in vigore tra il personale del Corpo forestale ed il personale del Comparto Ministeri. Un adeguamento di carattere formale.

L’articolo 8 del decreto interviene sulla materia dei procedimenti disciplinari pendenti nei confronti del personale del Corpo forestale transitato negli altri Corpi. Come verrà regolamentato questo aspetto?

Favorevolmente agli interessati, come già previsto nel Decreto dell’accorpamento dell’anno scorso. Per il personale del Corpo forestale dello Stato transitato nelle Forze di polizia e nei ruoli del Ministero delle politiche agricole e forestali, saranno estinti i procedimenti disciplinari pendenti al momento del transito, ad eccezione di quelli dai quali possa derivare una sanzione disciplinare di stato.

Con il correttivo attuale introduciamo la disciplina transitoria per regolamentare nel dettaglio questo specifico aspetto.

Onorevole, buon lavoro e al prossimo correttivo.

Mi permetta un’ultima chiosa: tra le tante obiezioni, ricordo le volte in cui è stato osservato che il trasferimento della competenza sugli incendi boschivi dal Corpo forestale ai Vigili del Fuoco avrebbe determinato un vuoto sui controlli e confusioni con le Regioni, anch’esse competenti su alcuni aspetti del tema. Non solo i disastri annunciati non si sono visti, ma con il correttivo definiamo con certezza normativa – se mai ce ne fosse bisogno – che quel passaggio delle competenze non ha mutato il quadro ordinamentale di riferimento, con particolare riferimento all’assetto di competenze regionali e locali nel medesimo settore degli incendi boschivi.

Ah, si, “al prossimo correttivo”… Per adesso stiamo studiando l’attuazione del riordino delle carriere. Vedremo.

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