VOLONTARI IN FERMA PREFISSATA, I PRECARI DELLE FORZE ARMATE. NESSUNA SOLUZIONE SINO AL 2024

A partire dal 2004 è stata istituita la figura del volontario in ferma prefissata per 1 e 4 anni, a completamento della professionalizzazione delle Forze armate. E’ questo l’incipit dell’interrogazione a risposta immediata in Commissione Difesa, presentata dall’onorevole Piras (Sel).
La ferma dei volontari – prosegue l’interrogazione – è annuale, rinnovabile al massimo per 2 successive rafferme e il compimento di un anno effettivo di servizio consente di partecipare ai concorsi per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata di 4 anni (VFP4) nelle altre forze armate italiane; per quanto di conoscenza, i posti disponibili per volontari in servizio permanente specialmente per quanto riguarda l’Esercito italiano – sarebbero nettamente inferiori al numero degli arruolati. Di conseguenza, moltissimi militari in ferma prefissata rischierebbero di trovarsi, dopo un lungo periodo di servizio allo Stato italiano, disoccupati e con grosse difficoltà di ricollocazione, stante le ragioni di età e di specificità esperienza lavorativa maturata, risultando di fatto veri e propri «precari» della forze armate –:

All’interrogazione ha replicato l’on. Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa, con la seguente risposta

Il tema del « precariato militare » sollevato dagli onorevoli interroganti e l’individuazione di una soluzione che compendi le esigenze della amministrazione Difesa con le legittime aspettative del personale ha rappresentato uno dei punti centrali nei lavori per la redazione del Libro Bianco della Difesa. Il processo di forte riduzione numerica delle Forze Armate, avviato con la legge 244 del 2012, da 190.000 unità a 150.000 da raggiungere entro il 2024 acuisce il problema di trovare nel breve termine una stabile collocazione per una parte del personale a ferma prefissata. Il Governo avviò quindi, da subito, un reclutamento di volontari in ferma prefissata rimodulato rispetto al passato rendendolo progressivamente adeguato ai futuri volumi dei volontari in servizio permanente. Su questo tema ha, a suo tempo, previsto anche di offrire la possibilità ai VFP4 due rafferme successive per concorrere al passaggio al servizio permanente più volte, delineando procedure per scegliere secondo criteri di merito che tengano conto del rendimento espresso in servizio.

Tuttavia, una soluzione definitiva che preveda un equo bilanciamento tra le esigenze della Amministrazione e le aspettative del personale sarà possibile, a legislazione vigente, solo a conclusione del citato periodo transitorio (2024). Pertanto, la soluzione concettuale individuata nel Libro Bianco, prevede di: incrementare la percentuale di personale relativamente giovane all’interno delle Forze armate, al fine di assicurare una maggiore efficienza della componente più operativa, che è destinata a crescere in proporzione alla dimensione complessiva della struttura; compatibilmente con l’esigenza di valorizzare le professionalità e le esperienze maturate nei periodi di impiego, assicurare una rotazione più ampia del personale in servizio a tempo determinato; introdurre, proprio come auspicato dall’interrogante, specifiche norme per assicurare possibilità maggiori di quelle attuali per il reinserimento nel mondo del lavoro del personale che presterà servizio per un numero limitato di anni.