UN DECRETO MIRACOLOSO: DIECIMILA MILITARI SARANNO DIRIGENTI

(L’opinione di Sergio Rizzo) Lo Stato si appresta ad arruolare un esercito di dirigenti pubblici. E mai come in questo caso i termini calzano a pennello. Perché si tratta di militari: diecimila, più o meno, per i quali un colpo di bacchetta magica spalancherà le porte di «una carriera a sviluppo dirigenziale». Automatica. Dopo 13 anni di servizio qualunque ufficiale non abbia demeritato (cioè tutti) avrà il grado di maggiore diventando in questo modo un dirigente pubblico. Il sortilegio è in un decreto legislativo all’esame del parlamento per il prescritto parere non vincolante. Sessantasette pagine piene di tabelle misteriose accompagnate da una relazione tecnica di 137 pagine. Un labirinto di articoli, commi e lettere, tempestato di rimandi e astratti riferimenti normativi. Dove l’unica cosa chiara è il costo.

Allo Stato impegnato ora nella ricerca di 3,4 miliardi per evitare gli strali europei lo scherzetto costerà quasi un miliardo soltanto per i primi tre anni. Dopo di che saranno necessari circa 400 milioni ogni anno. Per sempre: ai gradi più elevati sarà concesso un aumento di stipendio fisso del 6% ogni due anni. Per non parlare della quantità di stellette. Gli ufficiali superiori con grado da maggiore in su sarebbero oggi 12.346: e con i 470 (quattrocentosettanta) generali, arriviamo a 12.816. Una cifra destinata a crescere ininterrottamente fino ai 16.031 del 2022, per scendere poi pian piano fino al 2026 quando i 13.926 appartenenti agli alti gradi saranno pur sempre 1.110 più del numero previsto oggi dal riordino. Il bello è che i generali resteranno sempre gli stessi: 57 di Corpo d’armata, 104 di Divisione e 309 di Brigata. Molti di più rispetto ai posti di comando disponibili fra Esercito, Marina e Aeronautica. Abbiamo metà dei generali degli Usa (900 circa) che contano però su un milione e mezzo di effettivi. Dieci volte i nostri, previsti ridursi a 150 mila entro il 2024, quando avremo un ufficiale superiore per ogni dieci militari. Todos caballeros…(il corriere.it)