Sindacati di Polizia

Straordinari non pagati da due anni: così lo Stato lascia soli i suoi poliziotti

Il SILP CGIL interviene nuovamente sulla questione ormai non più rinviabile dei ritardi nel pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario rese dal personale della Polizia di Stato oltre le 55 ore pro capite mensili.
Si tratta delle ore eccedenti effettuate a partire da gennaio 2024: due anni che gli operatori aspettano quanto loro dovuto.

Il problema riguarda l’intero apparato della Polizia, coinvolgendo in modo particolare Reparti Mobili, Reparti Prevenzione Crimine, Squadre Cinofile, Nuclei Artificieri, Uffici Scorte, Squadre Mobili e molti altri settori impegnati in servizi strategici per la sicurezza del Paese.


Servizi essenziali ma non retribuiti: la contraddizione del sistema

Gli operatori vengono sottoposti a prolungamenti dell’orario di lavoro per far fronte ai servizi più disparati:
immigrazione, manifestazioni, grandi eventi, controllo del territorio, antiterrorismo, indagini sulla criminalità comune e organizzata.

Eppure, quelle ore svolte in condizioni spesso gravose non vengono retribuite nei tempi dovuti. Un paradosso che rischia di minare la motivazione di chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini.


Quando l’eccezione diventa regola

Il SILP CGIL denuncia come la sistematicità dei ritardi stia diventando, agli occhi del Governo, una sorta di “nuova normalità”.
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a fronte di risorse economiche risicate, sta liquidando i compensi “a singhiozzo”, con accumuli che oggi raggiungono due anni di ritardo.

Eppure la normativa è chiara. Il dPR 39/2018 (art. 10, comma 6) stabilisce che lo straordinario non retribuito entro l’anno successivo debba essere pagato entro l’anno seguente, nei limiti delle risorse disponibili. Una disposizione già contestata dal SILP CGIL in tutte le sedi, compreso il tavolo contrattuale.


Straordinario come supplenza alla carenza di organico

La denuncia sindacale evidenzia un altro nodo: lo straordinario viene utilizzato per colmare la grave carenza di organico.
Una scelta economicamente conveniente per l’Amministrazione, poiché un’ora di straordinario costa molto meno di un’ora di lavoro ordinario.

Di fatto, sottolinea il SILP CGIL, si tratta di una forma di sfruttamento del personale, inaccettabile in uno Stato che si definisce moderno e civile.


Pagamenti sempre più lenti: un peggioramento costante

Un tempo, entro dicembre, venivano liquidate tutte le ore dell’anno precedente.
Oggi i tempi si sono drasticamente allungati, compromettendo la serenità economica degli operatori, molti dei quali contavano su quei compensi per far fronte a spese familiari essenziali.

All’inflazione galoppante e al costo della vita crescente si aggiunge un ultimo rinnovo contrattuale insufficiente, con aumenti inferiori all’aumento dei prezzi.
Inoltre, il nuovo contratto 2025-2027 è già scaduto da quasi un anno e le risorse previste dal Governo risultano ancora una volta insufficienti, così come quelle destinate al contratto dei dirigenti (2024-2026).


Il rischio: compromettere il presidio della sicurezza

Il SILP CGIL avverte che una situazione così grave rischia di minare la serenità—anche economica—di chi ogni giorno, senza sosta, garantisce la sicurezza pubblica.

Il sindacato chiede un intervento immediato, sollecitando il Governo a inserire nella prossima legge di bilancio fondi dedicati per liquidare tutte le ore di straordinario arretrate.

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