Editoriale

Inps: via libera al riscatto laurea gratuito, ma solo per gli ufficiali

Riscatto laurea gratuito e missioni all’estero: i benefici esclusivi per la carriera degli ufficiali

Mentre per la generalità dei lavoratori il riscatto degli anni universitari rappresenta un costo oneroso, gli ufficiali delle Forze Armate e dei Corpi equiparati godono del computo gratuito della laurea. Secondo le recenti istruzioni operative dell’Inps, questo beneficio è concesso a chi ha dovuto conseguire il titolo come requisito per la nomina in servizio permanente effettivo. Il riconoscimento, totalmente a carico dello Stato, incide non solo sull’anzianità di servizio e sulla progressione di carriera, ma anche sull’assegno pensionistico, con effetti che variano a seconda del sistema di calcolo (retributivo, misto o contributivo).

A questo si aggiungono i vantaggi legati alle missioni ONU all’estero. Una circolare del Ministero della Difesa ha infatti confermato che i cosiddetti benefici combattentistici — che consistono in una riduzione dell’anzianità per ottenere uno scatto di stipendio — sono riservati esclusivamente al personale dirigente inquadrato nella “Forza Multinazionale”. Resta escluso, invece, chi svolge compiti ordinari nelle medesime aree operative.

Stipendi e DPCM: aumenti del 13% e retribuzioni oltre i 93 mila euro

Il trattamento economico dei vertici militari continua a crescere grazie a meccanismi di adeguamento automatico. Con il DPCM che fissa un aumento del 2,48% per il 2026, si stima che nell’arco di un quadriennio l’effetto dell’interesse composto porterà a un incremento reale del 13% su stipendi già significativi.

I dati mostrano un impatto rilevante: un Colonnello in 7ª classe economica, grazie agli incrementi disposti tra il 2023 e il 2025, ha già beneficiato di un aumento lordo mensile di circa 418 euro. Le proiezioni indicano che entro il 2028 un ufficiale con questo profilo raggiungerà un percepito lordo annuo di oltre 93 mila euro. Tale dinamica salariale, alimentata dagli adeguamenti ISTAT, contribuisce a gonfiare costantemente la spesa pubblica per il personale non operativo.

Cassa di Previdenza, premi produzione e il nodo dell’ARQ

Oltre alle voci stipendiali fisse, i dirigenti possono contare su una serie di agevolazioni finanziarie e previdenziali. Tra queste spicca la riduzione dell’aliquota della Cassa di Previdenza, passata dal 4% al 3%, unitamente alla possibilità di ottenere l’anticipo dell’Assegno Speciale. Il pacchetto di “benefit” per i soli DG comprende inoltre l’assegno dirigenziale e un premio produzione annualmente rinnovabile.

In questo contesto di tutele d’elite si inserisce anche l’Aspettativa per Riduzione Quadri (ARQ), un istituto che abbiamo già definito come il “riposo dorato” delle Forze Armate. Questo sistema permette a Generali e Colonnelli in esubero di lasciare il servizio percependo il 95% dello stipendio e delle indennità fisse, oltre al 100% dell’indennità integrativa speciale. Durante il periodo di ARQ, il personale continua a maturare diritti previdenziali e adeguamenti retributivi, con un costo per le casse dello Stato che già nel 2016 superava i 45 milioni di euro annui.

Oltre il merito: per una Difesa che non lasci solo briciole a chi sta in prima linea

Non è intenzione di questa analisi alimentare una sterile “guerra di classe” – che finirebbe per risolversi in una guerra tra poveri – né si vuole mettere in discussione il valore di una classe dirigente che merita pienamente i propri traguardi per le responsabilità assunte. Tuttavia, osservando l’evoluzione di decreti ed emendamenti, è impossibile non scorgere il profilo di una Difesa a due velocità, dove la norma sembra favorire sistematicamente i soli vertici. Mentre i dirigenti consolidano privilegi esclusivi come il riscatto gratuito della laurea, un’aliquota della Cassa che scende dal 4% al 3% e gli adeguamenti automatici del DPCM che porteranno a un aumento reale del 13% in un quadriennio, per chi sta “sotto” rimane ben poco. Tra premi produzione rinnovabili, anticipi sull’Assegno Speciale e il già noto ricorso all’ARQ, il “riposo dorato” delle Forze Armate, il sistema sembra essersi cristallizzato in una tutela elitaria dei DG. Premiare il comando è un atto dovuto, ma una gestione equa del comparto dovrebbe garantire che ai non dirigenti arrivi qualcosa di più sostanzioso delle solite briciole, valorizzando la dignità economica di ogni uniforme che serve il Paese.