RIORGANIZZAZIONE FORZE DI POLIZIA, MINISTRO MINNITI: “EVITIAMO SOVRAPPOSIZIONI E RIDONDANZE”

«Abbiamo esaminato la situazione dell’ordine pubblico, l’Italia è in una condizione tranquilla: nei primi sette mesi del 2017 il quadro è quello di un Paese accogliente, con livelli buoni di sicurezza.  Ci sono tutte le condizioni per proseguire nell’approccio positivo avuto fino ad oggi». E’ iniziata con questo messaggio la conferenza stampa del ministro dell’Interno Marco Minniti che si è svolta al Viminale dopo il tradizionale Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Ferragosto. Presenti i vertici delle Forze dell’ordine, dei servizi di Intelligence, il vice ministro Filippo Bubbico  ed il capo di Gabinetto Mario Morcone.

L’andamento dei dati sul tema è «chiarissimo», ha dichiarato Minniti, «i delitti sono diminuiti del 12%, gli omicidi del 15%, quelli riconducibili criminalità organizzata del 41%. In flessione anche rapine e furti». Ma queste sono statistiche, ha precisato il ministro, «il nostro compito è avvicinare questi numeri al sentimento dell’opinione pubblica. Perché le politiche di sicurezza si misurano soprattutto con il sentimento percepito dai cittadini».
Eventi importanti, come il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma ed il G7, si sono conclusi in assoluta sicurezza, ha proseguito il titolare del Viminale, e coloro che volevano manifestare il proprio consenso ed il proprio dissenso lo hanno fatto in un quadro in cui «l’unico elemento inaccettabile era la violenza: gli appuntamenti hanno rispettato questi due principi e sono orgoglioso di non aver vietato le manifestazioni richieste». Minniti ha poi annunciato che un G7 dei ministri dell’Interno – non previsto – si svolgerà  probabilmente nel prossimo mese di ottobre e sarà il momento conclusivo come passaggio di testimone dall’Italia al Canada.
Minniti ha anche annunciato di aver firmato una direttiva per il coordinamento delle specialità e della presenza sul territorio di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza. «L’ultima direttiva completa era quella di Napolitano del ’98, poi un’altra di Pisanu otto anni più tardi, ha ricordato Minniti, e proseguiamo in un quadro di assoluta complementarietà tra le Forze di polizia che hanno imparato a lavorare assieme. Evitando ogni ridondanza e ogni sovrapposizione si garantisce il massimo dell’efficienza e si espande la capacità di iniziativa dello Stato».

Lotta al terrorismo

Il quadro della minaccia «rimane alto, ma non imminente», ha sottolineato il ministro dell’Interno. «Nei primi mesi sono state 67 le espulsioni – e parlo di rimpatri effettivamente fatti – nel Paese di provenienza, con un +81% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».  Trend positivo dovuto ad un complesso di attività, in particolare, grazie a quella messa in campo dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo – struttura unica in Europa – che tiene insieme le Forze di polizia e dell’Intelligence». Lo scambio di informazioni in tempo reale, ha aggiunto Minniti, «è fondamentale, e può dare risultati straordinari. Il sistema di sicurezza nazionale, si è inoltre integrato positivamente con le Forze armate».

La direttiva attua il decreto legislativo 177 del 2016, che tra l’altro ha previsto l’assorbimento dei Forestali nei Carabinieri, e punta a evitare doppioni tra le specialità di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e anche doppioni tra poliziotti e carabinieri nelle città. Le “specialità” sono molteplici: dal controllo delle comunicazioni alle sofisticazioni alimentari, dalla sicurezza sul lavoro a quella del mare, dalla sicurezza stradale e ferroviaria a quella dei mezzi di pagamento. Oggi ogni forza di polizia ha una sua vocazione maturata negli anni e i doppioni verranno eliminati, così come si arriverà a razionalizzare i presidi decidendo in base alle esigenze di ciascuna zona e puntando ad “assicurare una presenza coordinata che privilegia l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluogo e dell’Arma dei Carabinieri nel restante territorio”, come spiega una nota del Viminale.