RINNOVO CONTRATTO SICUREZZA E DIFESA E PREVIDENZA COMPLEMENTARE, NELLA BOZZA MADIA “INCREMENTARE ISCRITTI FONDI NEGOZIALI”

Dopo un lungo periodo caratterizzato dalla sospensione della contrattazione collettiva nazionale nonché da concomitanti misure che hanno perseguito l’obiettivo di contenere la spesa complessiva del personale delle pubbliche amministrazioni, si sono poste le basi per il riavvio di ordinarie relazioni sindacali e per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale delle pubbliche amministrazioni, relativamente al triennio 2016-2018.

Nella bozza della direttiva con la quale scatterà l’ultima fase della Riforma sul Pubblico Impiego una parte è dedicata alla previdenza complementare – in particolare, quella basata su fondi negoziali – è componente fondamentale del welfare contrattuale.  L’introduzione della previdenza complementare nel settore pubblico ha seguito un percorso non dissimile da quello che ha riguardato il settore privato. La comune matrice è contenuta nel decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, emanato per regolare la materia al fine di sostenere i lavoratori e la contrattazione collettiva nella costruzione di una rendita integrativa della pensione obbligatoria. Su questa base, un accordo quadro nazionale del 1999, nonché specifiche norme definite in ciascun contratto collettivo nazionale, nel quadro della disciplina legale, hanno regolato le concrete modalità di attuazione per i diversi settori e compatti contrattuali.  I fondi attualmente presenti, che coprono l’intero perimetro del lavoro pubblico contrattualizzato, sono “Espero” e “Perseo-Sirio”.

Il Fondo pensione Espero è dedicato a tutti i lavoratori – dirigenti, personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario – dei compatti Scuola e Istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (Afam). È operativo dal 1° gennaio 2005, alla fine del 2015 contava poco meno di 100.000 iscritti, su un potenziale bacino d’utenza di circa 985.000 addetti.

Il Fondo pensione Perseo Sirio, nato il 1° ottobre 2014 dalla fusione di due fondi pre-esistenti, può contare su un bacino di utenza di circa 1.400.000 dipendenti: si tratta del personale occupato in tutti i restanti comparti pubblici coperti dalla contrattazione collettiva nazionale, diversi da Scuola e Afam. Al 31 dicembre 2015 gli iscritti erano poco più di 21.000, cresciuti oltre i 33.000 nel marzo 2016, circostanza che ha consentito al fondo di raggiungere la soglia minima (dei 30.000 aderenti) per poter proseguire ad operare.

In un quadro come quello sinteticamente descritto, alla contrattazione è richiesto di perseguire alcuni fondamentali obiettivi, assumendo pienamente la rilevanza della previdenza complementare nelle politiche di welfare ed operando in coerenza con la riflessione che viene maturando a livello più generale, nel mondo del lavoro, oltreché con i conseguenti e possibili, futuri interventi di revisione della disciplina legale riferimento.

Vi è, senz’altro ed in primo luogo, l’obiettivo di incrementare la percentuale degli iscritti ai fondi che, nel settore pubblico, presenta livelli ancora insoddisfacenti, nonostante gli importanti progressi registrati. Ma vi è anche un obiettivo di “consolidamento” delle iscrizioni, che va perseguita, tra l’altro, attraverso l’ampliamento della quota di iscritti con minore anzianità, tenuto conto, peraltro, che i fabbisogni di una copertura previdenziale integrativa crescono in relazione inversa con l’anzianità anagrafica e contributiva.

In coerenza con tali obiettivi, sono pertanto auspicabili soluzioni contrattuali volte a favorire un incremento dei lavoratori iscritti, con particolare attenzione ai dipendenti già in regime di TFR o con minore anzianità. In questo ambito, la contrattazione collettiva nazionale potrà eventualmente procedere anche attraverso la revisione dello specifico accordo quadro che regola la materia ovvero, qualora si renda necessario, attraverso il completamento delle regole comuni con discipline specifiche di comparto.

Resta inteso che ogni possibile soluzione orientata a incentivare ulteriormente le iscrizioni dovrà trovare adeguata copertura finanziaria all’interno delle risorse contrattuali nonché all’interno delle disponibilità di bilancio già stanziate e contenenti specifiche risorse finalizzate alla copertura degli oneri a carico del datore di lavoro.