Riccardo Casamassima promosso appuntato scelto dopo anni di ritardo: la svolta per il carabiniere chiave nel caso Cucchi
La promozione annunciata sui social dopo anni di ritardi
Riccardo Casamassima, carabiniere originario di Andria, è stato promosso al grado di appuntato scelto con qualifica speciale. Ad annunciarlo è stato lo stesso militare sui social network, pubblicando una foto con i nuovi gradi. «Per la prima volta indosso i nuovi gradi arrivati con tanto tanto ritardo… a causa degli incidenti di percorso che mi sono successi», ha scritto Casamassima, sottolineando come la promozione sia giunta dopo anni complessi sul piano professionale e personale.
Nel post, il carabiniere ha anche ricordato che «quest’anno il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sui danni subìti».
La testimonianza decisiva sulla morte di Stefano Cucchi
La figura di Casamassima è indissolubilmente legata alla riapertura dell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Nel 2015 rese una testimonianza rivelatasi determinante: riferì che Cucchi era stato picchiato dai carabinieri che lo avevano arrestato.
Quelle dichiarazioni contribuirono in modo decisivo alla svolta giudiziaria che portò, nel 2019, alla condanna di due carabinieri a 13 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, pena poi ridotta a 12 anni in appello, oltre a ulteriori condanne per depistaggio a carico di altri militari coinvolti.
Le ritorsioni denunciate e le accuse sempre respinte dall’Arma
Dopo aver rotto il silenzio, Casamassima ha denunciato pubblicamente di aver subito pesanti ritorsioni all’interno dell’Arma dei Carabinieri: trasferimenti punitivi, demansionamenti, sanzioni disciplinari e procedimenti penali. Accuse che l’Arma ha sempre respinto, negando ogni forma di accanimento o persecuzione.
Tra i procedimenti più rilevanti, nel 2021 Casamassima e la moglie sono stati assolti dall’accusa di spaccio di droga. Nello stesso anno, nel novembre 2021, è arrivata anche l’assoluzione dalle accuse di vilipendio alle Forze Armate e diffamazione, legate ad alcuni post pubblicati su Facebook nei quali il carabiniere raccontava le difficoltà vissute dopo la sua testimonianza.
«La fine di un incubo» e il ricorso al Tar del Lazio
All’indomani di quelle assoluzioni, Casamassima parlò di una vittoria personale e giudiziaria: «La giustizia ha trionfato», scrisse, definendo quel momento «la fine di un incubo». Il ritardo nella promozione al grado di appuntato scelto è, secondo il militare, una delle conseguenze dirette di quelle vicende giudiziarie e disciplinari.
Ora resta aperto il fronte amministrativo: davanti al Tar del Lazio pende il ricorso con cui Casamassima chiede il riconoscimento dei danni subìti, un passaggio che potrebbe segnare un ulteriore capitolo in una storia che ha inciso profondamente sul caso Cucchi e sul dibattito pubblico all’interno delle forze dell’ordine.
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