RENZI INCONTRA LE MOGLI DEI MARÒ: IMPEGNO “D’ONORE” PER UNA SOLUZIONE RAPIDA

“Il senso dell’onore mostrato dai Fucilieri di Marina richiede al governo l’identico senso dell’onore, che non mancherà nel tentativo di risolvere rapidamente la vicenda”. Lo ha assicurato il premier Matteo Renzi nel suo intervento in replica al dibattito della Camera sulla fiducia.

Prima che cominciasse il dibattito a Montecitorio,  il presidente del Consiglio aveva incontrato Vania Ardito e Paola Moschetti, rispettivamente moglie di Salvatore Girone e compagna di Massimiliano Latorre, i marò fermati in India per la morte di due pescatori del Kerala Vania.
Una “vicenda assurda e allucinante”. Con queste parole Renzi aveva fatto riferimento al loro caso nel discorso al Senato. Le donne, in mattinata, erano state ricevute anche dai ministri degli Esteri e della Difesa, Federica Mogherini e Roberta che hanno confermato la determinazione del Governo a fare tutto il possibile per riportare in Italia i due militari.
Vania Ardito e Paola Moschetti, alla vigilia di un nuovo viaggio a Delhi – informa una nota della Farnesina – hanno espresso soddisfazione per il loro pieno, immediato coinvolgimento nella gestione di questa delicata fase, ed hanno auspicato da parte di chi rappresenta le Istituzioni, e le ha rappresentate in questi anni, un atteggiamento di responsabilità ed un messaggio forte e univoco volto non a sterili e controproducenti polemiche, ma unicamente alla soluzione positiva della vicenda. Intanto un segnale arriva da un Comune della Campania. L’amministrazione comunale di Nola ha avviato la procedura per il conferimento della cittadinanza onoraria a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Un’iniziativa che, spiega il primo cittadino Geremia Biancardi, “nasce dall’esigenza di inviare un segnale forte e chiaro all’esterno”.

L’ennesimo rinvio
Il caso è tra i più spinosi sul tavolo del nuovo governo: il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel suo discorso in Senato per la fiducia, ha parlato in un passaggio del suo discorso dei due marò italiani “bloccati a New Delhi per una vicenda allucinante e assurda” da oltre due anni, sulla quale Renzi ha assicurato “il massimo impegno personale e del governo”. Prima dell’intervento del premier in aula a Palazzo Madama, si è tenuto un vertice a Palazzo Chigi tra lo stesso Renzi, i ministri degli Esteri e della Difesa Federica Mogherini e Roberta Pinotti e l’inviato speciale Staffan De Mistura.
Ieri infatti nuovo rinvio di due settimane per la formulazione del capo di imputazione nei confronti dei due fucilieri del Reggimento di Marina San Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in totale il ventisettesimo da parte della magistratura indiana sulla vicenda che vede convolti i due marò trattenuti in India. Il governo indiano ha comunicato alla Corte suprema di New Delhi la rinuncia a incriminare Girone e Latorre con il “Sua Act”, la legge di contrasto alla pirateria che prevede anche la pena capitale. Il procuratore generale G. Vahanvati ha però richiesto che i capi d’accusa vengano formulati comunque dalla National investigative agency, la polizia antiterrorismo indiana.
A questa eventualità si oppone la difesa dei due militari italiani, cui il giudice B.S. Chauhan ha dato tempo una settimana per esporre il proprio punto di vista. Il magistrato ha fornito invece un’ulteriore settimana all’accusa per replicare ai legali. “Un primo passo”: così l’avvocato dei due marò, Mukul Rohatgi, ha commentato l’esito dell’udienza, in particolare per quanto concerne la rinuncia all’applicazione del Sua Act, mentre ha annunciato che la difesa presenterà le proprie motivazioni contro il mantenimento della titolarità delle accuse da parte della Nia.

Intanto la vicenda dei fucilieri della Marina militare italiana è stata menzionata in apertura della seduta plenaria del Parlamento europeo dal presidente Martin Schulz, che ha sottolineato di condividere le preoccupazioni del nostro Paese “sulla lunghezza e i ritardi del caso”, rivolgendo “un appello all’India affinché sia rispettato pienamente e prontamente il diritto internazionale”.