REGOLE DI INGAGGIO DEI MILITARI DI STRADE SICURE, INTERVIENE IL SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA

Tra gli obiettivi sensibili controllati dal personale militare dell’Esercito italiano, vi è l‘ambasciata francese di Roma che il 17 gennaio 2016 è stata oggetto di un atto vandalico da parte di un balordo e che ha visto il pronto intervento del personale militare assegnato nell’area.

In un interrogazione presentata dagli on. RIZZO, BASILIO, CORDA FRUSONE e TOFALO del Movimento 5 Stelle, i deputati sottolineano che il procuratore militare di Roma abbia deciso di portare a processo i soldati per non aver difeso in maniera corretta l’ambasciata con l’accusa «violata consegna aggravata»; i militari in servizio nell’operazione «Strade Sicure» – si legge nell’interrogazione – non sono dotati di manette per fermare i soggetti sospetti o minacciosi; pertanto, non avrebbero potuto far altro che rimediare chiedendo al balordo di desistere, obiettivo perfettamente raggiunto, o intimare con le armi; qualora i due militari avessero utilizzato le armi in dotazioni (nel pieno rispetto delle regole d’ingaggio) probabilmente si sarebbe aperto un dibattito sull’uso inopportuno della forza nei confronti di un soggetto relativamente pericoloso e magari l’esito finale sarebbe stato fatale. L’interrogazione termina con la richiesta di rivedere le regole d’ingaggio assegnate al personale impegnato in «Strade Sicure» onde evitare il ripetersi di fatti come quello sopra esposto.

Il sottosegretario alla Difesa Gioacchino ALFANO risponde all’interrogazione.

Nel merito dei quesiti posti con l’atto di sindacato ispettivo in esame, si rappresenta che per l’Operazione « Strade Sicure », sul piano generale, per quanto riguarda l’uso della forza, si applicano le norme previste dagli articoli 51 (adempimento di un dovere), 52 (difesa legittima) e 53 (uso legittimo delle armi) del Codice Penale e gli articoli 41 (uso legittimo delle armi) e 42 (difesa legittima) del Codice Penale Militare di Pace. In tale contesto, le modalità operative del personale impiegato sono disciplinate con Decreto Interministeriale (Interno-Difesa) e da esse discendono le consegne per ogni singolo sito, che sono approvate dai Comandanti di Raggruppamento e definite d’intesa con le Autorità provinciali di Pubblica Sicurezza che le sanzionano. Nello specifico, anche nel sito di Roma, il personale impiegato esercita le funzioni di Agente di Pubblica Sicurezza, ai sensi della legge n. 125 dei 2008 recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. Quanto alla vicenda richiamata dall’onorevole interrogante, infine, si rappresenta, per completezza di informazione, che è tuttora in corso un procedimento penale riguardante i militari coinvolti.

Gianluca RIZZO (M5S) si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, precisando che approfondirà in un secondo tempo gli elementi di informazione più tecnici in essa contenuti. Ricorda che la vicenda oggetto dell’atto di sindacato ispettivo si è conclusa senza danni né alla sede sorvegliata, né alle persone presenti ed auspica che le regole d’ingaggio assegnate al personale militare impegnato nell’operazione « Strade sicure » possano essere definite più accuratamente, anche a tutela degli altri militari che continuano ad essere impegnati nella vigilanza degli obiettivi sensibili.

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