POLIZIA SGOMBERA PALAZZO DAI RIFUGIATI, POLEMICHE SULLE PAROLE DEL FUNZIONARIO. QUESTURA: “SONO IN CORSO ACCERTAMENTI”

Vivevano in 400 adulti e 35 minori all’interno dello stabile di via Curtatone, a pochi passi dalla stazione Termini nel centro di Roma, occupato da 4 anni e sgomberato all’alba di sabato scorso. Sono state controllate tutte le posizioni dalla Questura e si tratta di etiopi ed eritrei, nella quasi totalità richiedenti asilo o protezione sussidiaria. Circa 100 le situazioni di ‘fragilità’: 64 adulti e 35 minori, tra cui molti bambini. Loro sono rimasti all’interno dell’edificio fino a stamattina in attesa che fossero perfezionate le procedure di assistenza alloggiativa. Gli altri hanno dovuto abbandonare il palazzo sabato. Un centinaio si è accampato per cinque notti nei giardini di piazza Indipendenza, davanti allo stabile in cui hanno vissuto in questi anni. Stamattina all’alba l’intervento di sgombero, con momenti di tensione e l’uso degli idranti, all’indomani di un vertice in Prefettura in cui il Campidoglio aveva individuato alcuni posti letto anche per chi era rimasto per strada. Ma che ieri è stato rifiutato dagli interessati.

Come spesso accade in una situazione di non facile gestione come quella odierna, il web invece di sottolineare tale difficoltà (la foto dell’articolo è eloquente) si raccoglie soltanto le note che possono suscitare polemiche ed inasprire gli animi, come le affermazioni attribuite ad un funzionario di polizia: “Devono sparire, peggio per loro. Se tirano qualcosa spaccategli un braccio” riportate sia da l’Espresso che da Repubblica.it.

Sull’episodio la questura di Roma ha diffuso un comunicato: “In relazione al video pubblicato sul sito di repubblica in cui si sentono frasi concitate di invito ad intervenire con decisione, in caso di lancio di oggetti, contro i manifestanti in fuga, sono in corso approfondimenti da parte della questura per accertare eventuali irregolarità.”