Polizia, Sap: “dipartimento di pubblica sicurezza è una macchina elefantiaca con una burocrazia farraginosa, lenta e macchinosa”

“Il dipartimento di pubblica sicurezza è una macchina elefantiaca con una burocrazia farraginosa, lenta e macchinosa.” È scrive il Segretario Generale del Sap, Stefano Paoloni.

“Nonostante le importanti politiche di sicurezza messe in atto dal Ministero, spianando la strada per la risoluzione di annosi problemi oramai presenti da tanti anni non si riescono ad utilizzare con prontezza le risorse messe a disposizione lasciando i grossi problemi che vive il nostro settore ancora insoluti.

Prendiamo ad esempio l’incremento del numero di organici. Il Governo ha previsto l’assunzione di 6000 uomini nel comparto sicurezza, oltre al turnover. Su proposta del Sap, per l’assunzione di nuovi 1851 allievi agenti, proprio per accorciare i tempi di arruolamento si è proceduto allo scorrimento della graduatoria in essere anziché procedere con l’emanazione di nuovi bandi di concorso.

Nonostante il via libera, il Dipartimento non ha ancora convocato questi ragazzi a visita, allungando di conseguenza, i tempi relativi all’inizio e completamento della formazione, prima che questi divengano operativi sul territorio, integrando di fatto, la carenza di organici, frutto di decenni di politiche di tagli dissennati. Pertanto ad oggi non potranno essere impiegati sul territorio prima del 2020.

Non solo assunzioni. Il Ministero dell’Interno – prosegue la nota di Paoloni – ha stanziato una somma di denaro oltre i 30 milioni di euro, per il pagamento degli straordinari in esubero, per i quali ì colleghi non hanno ancora visto un euro. Nonostante la disponibilità economica e le somme stanziate, il Dipartimento ancora oggi, a distanza dì mesi, non si è attivato per erogare ai colleghi, neanche una parte delle somme dovute.

Potremmo continuare all’infinito, per non parlare poi del nuovo riordino delle carriere per il quale sono state stanziati circa 120 milioni tra decreto sicurezza e legge di bilancio e per il quale l’amministrazione si era impegnata ad emanare un primo provvedimento entro i mesi di marzo-aprile, in modo tale da cominciare a sanare gli errori del precedente.

Anche in questo caso – conclude Paoloni – il Dipartimento tarda ad attivarsi, nonostante vi sia tutto il necessario per partire. Cosa aspetta? Prima le risorse non c’erano, ora ci sono e sono state stanziate da un esecutivo che ha mostrato sin da subito di avere a cuore la sicurezza.

E il Dipartimento? Il Dipartimento si dimostra essere una zavorra. VERGOGNA!”

Stefano Paoloni

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