Polizia

Pisani accelera sulla destituzione di Cinturrino: «Chi tradisce la missione va fuori subito». E su Rogoredo può non finire qui

YouTube video

Procedimento disciplinare già avviato: ordine al questore di Milano

Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha ordinato al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per il procedimento disciplinare finalizzato alla destituzione di Carmelo Cinturrino. La scelta, chiarisce Pisani in un’intervista al Corriere della Sera, arriva senza attendere l’esito del procedimento penale.

«Non aspettiamo il penale»: la linea della tempestività

Pisani motiva l’accelerazione con parole nette: «Sì, perché chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica». E aggiunge un passaggio chiave sulla prassi ordinaria e sull’eccezione del caso: «Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito».

Il punto, per il capo della Polizia, è anche di metodo: il processo penale ha tempi lunghi, mentre l’azione disciplinare “ha senso se è tempestiva”. Altrimenti, avverte, rischia di perdere significato.

Rogoredo, il fronte aperto: «Resta da chiarire la posizione degli altri coinvolti»

Sul caso Rogoredo, Pisani segnala che l’attenzione non si ferma al singolo: «Resta da chiarire la posizione degli altri poliziotti coinvolti». E qui arriva l’avvertimento più delicato: «Si potrebbero configurare ulteriori contestazioni sul piano giuridico, oltre al favoreggiamento e l’omissione di soccorso».

Ispezioni: «Estenderemo l’attività all’intero commissariato»

L’attività ispettiva — precisa Pisani — sarà estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria. Finora, spiega, non si è proceduto in questa direzione per evitare di danneggiare l’indagine, ma «dopo la discovery possiamo procedere».

Nessuna “guerra” tra chi arresta e chi scarcerà: «Valutazioni tecniche»

Pisani respinge l’idea di tensioni strutturali tra forze dell’ordine e magistratura: «Non c’è tensione tra “la polizia che arresta” e “la magistratura che scarcera”». Se un pm ritiene insufficienti gli elementi prospettati dalla polizia giudiziaria per chiedere misure cautelari, o se un gip non emette un’ordinanza perché non convinto dalle esigenze cautelari illustrate dal pm, chiarisce, si tratta di «valutazioni prettamente tecniche» che rientrano nelle funzioni della magistratura. E questo, sottolinea, non significa sfiducia nelle forze di polizia: «Ognuno svolge il proprio ruolo».

Scudo penale: «Nessuna immunità. Qui la necessità di sparare non era evidente»

Pisani interviene anche sul cosiddetto scudo penale per chi commette ipotetici reati in presenza di «evidente causa di giustificazione», norma non ancora in vigore. La sua valutazione è netta: «Non credo che avrebbe ostacolato alcunché, perché la necessità di sparare non appariva evidente».

E precisa la portata della misura: «La norma non prevede alcuna immunità», ma una modifica procedurale che riguarda non solo le forze dell’ordine ma tutti i cittadini. Tra gli effetti possibili, secondo Pisani, c’è anche un vantaggio operativo: se un pm deve decidere in tempi brevi e predefiniti sull’esistenza o meno di una causa di giustificazione, questo può aiutare ad assumere iniziative adeguate anche nell’impiego del dipendente coinvolto. Ma puntualizza: «Di certo questa modifica è stata determinata anche da altro».

Piazze e violenza: infiltrazioni in una minoranza di casi

Sul tema dell’ordine pubblico durante le manifestazioni, Pisani fornisce un dato: solo nel 2–3% delle circa 12.000 manifestazioni svolte nell’ultimo anno si è registrata l’infiltrazione di gruppi minoritari violenti. Gruppi che, dice, sfruttano l’occasione per scatenare guerriglia urbana e aggredire le forze dell’ordine, scegliendo il momento più opportuno per entrare in azione. Ne deriverebbe, aggiunge, l’uso della forza da parte dei reparti schierati, descritti come addestrati con professionalità e impiegati a protezione dell’intera collettività.

Terrorismo ed eversione: «Guerriglia urbana con dimensione internazionale»

Pisani segnala inoltre un’evoluzione: iniziative di guerriglia urbana che starebbero assumendo una dimensione internazionale, per via di convergenze tra gruppi dell’area antagonista e anarchica di diversi Paesi. In questo contesto, afferma di essere stato promotore di un working group europeo sulle pubbliche manifestazioni, con l’obiettivo di uno scambio tempestivo in termini di cooperazione internazionale e informazioni sui movimenti di questi gruppi.

Rispetto al passato, osserva, si registra una maggiore volontà di aggressione verso le forze dell’ordine. E per evitare derive eversive dell’ordine democratico, Pisani rivendica un’attività di prevenzione basata su monitoraggi continui e su un modello info-investigativo che definisce «senza eguali all’estero», fin qui ritenuto efficace.

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

Marco De Santis – Analista di sicurezza e difesa
Analista senior di sicurezza e difesa

Marco De Santis

Marco De Santis è un analista senior specializzato in sicurezza e difesa, con particolare attenzione alle minacce ibride, alla sicurezza interna e alle strategie di protezione nazionale. Ha maturato una lunga esperienza nello studio dei contesti operativi e delle dinamiche di sicurezza, integrando fonti istituzionali, analisi strategiche e valutazioni di rischio. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti dedicati ai temi della difesa, della sicurezza e degli scenari operativi.