PARTE IL PIANO PER “MILITARIZZARE” NAPOLI. DIFESA PREPARA INVIO DI 1000 MILITARI. GRATTERI: “NON E’ COSI’ CHE SI COMBATTE LA MAFIA”

(di Luigi Spera) – Napoli.In una situazione
che mette da settimane sotto stress politica e istituzioni, alle prese con una
vicenda delicata e complessa come quella dell’emergenza criminalità, pur avendo
dato il la alla proposta giunta
sabato a sorpresa del ministro della difesa Roberta Pinotti, il presidente
della regione Vincenzo De Luca, ha scelto ieri la strada della sintesi. “Sono
d’accordo”, una brevissima uscita alla festa regionale dell’Unità per
commentare all’annuncio del ministro della Difesa Roberta Pinotti di voler inviare
a Napoli un contingente militare fino a mille uomini
, in risposta alla più
recente escalation di violenza criminale.

Era stato lui l’ex sindaco sceriffo di Salerno, noto
per la sua risolutezza politica e amministrativa, a proporre la scorsa
settimana l’esercito contro la camorra. Colta dalla Pinotti, la proposta ha
sollevato immediatamente una serie di critiche. Tra queste, quelle del
procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri: «La lotta alla
mafia non è la caccia alla volpe all’inglese: si fa ragionando, facendo
indagini, investigazioni e intercettazioni. Il presidio militare davanti a un
edificio serve più come simbolo che concretamente».
Il magistrato simbolo della lotta alla ‘ndrangheta
da sempre scettico rispetto all’utilizzo dell’esercito con funzioni di
contrasto alla criminalità organizzata
e non, ha ribadito una posizione da
sempre espressa nel corso degli anni, ogni volta che in risposta ai tanti
focolai di emergenza, si è pensato all’impiego delle forze armate. «Io penso –
ha sottolineato – che dobbiamo fare una distinzione tra lotta alla mafia e
ordine pubblico».
Ed è esattamente su questo punto che la questione si
fa complessa, sia dal punto di vista teorico che pratico. L’esercito è già
impiegato in Italia fuori dai compiti strettamente militari, sia con la
missione strade sicure, anche a Napoli, sia per la vigilanza di siti sensibili.
L’utilizzo di soldati, anche quando venga riconosciuto loro uno status
temporaneo di agenti di pubblica sicurezza, non fa si che questi operino in
totale autonomia dovendo esser sempre affiancati una pattuglia di polizia o
carabinieri.
Come sottolineato nei giorni scorsi dal questore Guido Marino
e dai sindacati di polizia, ciò che serve a Napoli è limitare i tagli feroci
che negli ultimi anni si sono abbattuti sulla polizia, in modo da non
danneggiare gestione ordinaria della sicurezza e non inviare 200 agenti una
tantum come prevede il piano del ministro Angelino Alfano, o l’esercito.
Di tutt’altro avviso, d’accordo con il governatore
De Luca
, il presidente del gruppo di Forza Italia del Consiglio Regionale
della Campania, Armando Cesaro «Finalmente, sulla necessità dell’esercito a
Napoli conviene anche il ministro Pinotti. Dopo averlo invocato per mesi e
mesi, abbiamo dovuto aspettare fino ad oggi. L’esercito – ha sottolineato – è
indispensabile per fermare l’escalation violenta della criminalità e delle baby
gang, per liberare energie e risorse da impiegare nelle indagini ma non basta».

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