Forze di Polizia

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: Polizia al gelo, Carabinieri super equipaggiati e lo spettro dell’“esercito di Franceschiello”


Milano-Cortina 2026, la macchina della sicurezza entra in campo

Garantire ordine pubblico, sicurezza e assistenza a cittadini, turisti e spettatori diretti verso le sedi di gara: è questo uno degli obiettivi centrali del dispositivo messo in campo per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Un apparato imponente, almeno sulla carta, che coinvolge Difesa, forze di polizia e sistemi di sorveglianza avanzati.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un post su X, ha tracciato i numeri del contributo militare: 170 mezzi, assetti radar, aerei e droni, 1.928 militari e 2.000 Carabinieri impegnati tra XXV Giochi Olimpici e XIV Giochi Paralimpici invernali.


Presìdi ferroviari e valichi alpini sotto controllo

Tra i presìdi attivati, un ruolo strategico è affidato alla stazione ferroviaria di Tirano, in provincia di Sondrio, dove opera un Posto di Polizia Ferroviaria dedicato all’evento olimpico. Gli agenti della Polfer sono impegnati quotidianamente nel controllo dei viaggiatori, nella vigilanza dello scalo e nelle attività di prevenzione, con particolare attenzione alla sicurezza del trasporto su rotaia.

Attività analoghe sono in corso anche alla stazione di Ponte nelle Alpi, nel Bellunese, dove sono stati attivati Posti di Polizia temporanei per fronteggiare l’aumento dei flussi legati alle competizioni.

Sul fronte stradale e transfrontaliero, un contributo decisivo arriva dalla Polizia di Frontiera di Tirano, storicamente impegnata nel controllo dei principali valichi alpini con la Svizzera, dal Monte Spluga al Passo di Santa Maria dello Stelvio. In vista dei Giochi, i controlli sono stati ulteriormente intensificati nelle aree di Piattamala di Tirano e al valico di Ponte del Gallo, a Livigno, snodi strategici di accesso ai territori olimpici.


Sicurezza hi-tech, ma agenti senza divise da montagna

Accanto a droni e vigilanza aerea, emerge però un cortocircuito che rischia di trasformarsi in un caso nazionale. Mille poliziotti impiegati nei servizi di alta montagna sarebbero stati inviati a presidiare territori dove di notte si toccano -26 gradi, senza un equipaggiamento adeguato.

A lanciare l’allarme sono i sindacati di categoria. Il Siulp del Veneto parla apertamente di dotazioni ridotte a “pochi capi di maglieria intima”, senza pantaloni, giacche o calzature idonee al clima rigido. Una criticità segnalata da mesi e rimasta, secondo il sindacato, senza risposte concrete.


“Dotazione inappropriata ed ennesima debacle organizzativa”

In una lettera inviata al capo della Polizia Vittorio Pisani, il segretario generale del Siulp Felice Romano definisce la situazione una “ennesima debacle organizzativa” e parla di “assoluto disinteresse dell’Amministrazione per le condizioni di lavoro del personale”.

Sulla stessa linea il Coisp, con il segretario generale Domenico Pianese, che riferisce come solo nell’ultima riunione del 20 gennaio sia emerso che non erano disponibili tutti i capi d’abbigliamento previsti: solo sottovestizione, nulla di più. Su 3.200 poliziotti complessivamente impiegati, circa mille sarebbero destinati a servizi in alta quota senza equipaggiamento completo.


La lettera al Viminale e il punto di Piantedosi

Il 26 gennaio il Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia ha protocollato una lettera al ministero dell’Interno, proprio alla vigilia dell’incontro in cui il ministro Matteo Piantedosi ha fatto il punto sulla pianificazione della sicurezza olimpica, parlando di circa 6.000 unità del sistema di sicurezza nazionale e dell’impiego di droni e sistemi di sorveglianza avanzati.

Tecnologia e numeri, però, non scaldano chi dovrà presidiare passi alpini e comprensori sciistici per turni prolungati.


“Impianto organizzativo improvvisato”

Già una settimana prima, durante il tavolo di confronto del 20 gennaio, il Siulp aveva espresso “articolate perplessità” su un impianto organizzativo giudicato improvvisato. Secondo le segnalazioni dai territori, le dotazioni consisterebbero in biancheria intima senza ricambio, un paio di guanti e un copricapo, con il diritto all’igiene personale trattato come un lusso.


“Offensivo per la dignità degli operatori”

Il segretario nazionale Siulp Amedeo Landino parla di una situazione “offensiva per la dignità degli operatori”, lontana anni luce dalla divisa invernale sperimentale annunciata per i servizi di ordine pubblico. Un approccio che, secondo il sindacato, ignora l’esposizione prolungata a rigidità climatiche non comuni, affrontate con indumenti pensati per contesti urbani ordinari.


Tedofori vestiti meglio degli agenti

A rendere ancora più esplosiva la polemica è il confronto con altre spese legate all’evento. Silvano Filippi, della segreteria nazionale Siulp, sottolinea come per i tedofori, impegnati in tratti di poche centinaia di metri, siano stati forniti completi dal costo stimato di circa 150 euro ciascuno. “Un patrimonio”, se moltiplicato per le centinaia di staffette in tutta Italia, mentre agli agenti destinati alla montagna “non arrivano nemmeno le briciole”.


“Non è come fare servizio a Lecce”

Il sindacato ricorda di aver avvisato l’Amministrazione da anni, già dai Mondiali del 2021 a Cortina: l’Alta Valtellina, Sondrio, Predazzo, Cortina e la Conca Ampezzana non sono contesti ordinari. “Non puoi mandare la gente con il vestiario con cui fanno servizio a Lecce”, ribadiscono. E il conto sarebbe limitato: 200-250 euro a operatore per 1.000-1.500 agenti.


“Roba da esercito di Franceschiello”

Secondo le stime sindacali, il kit fornito avrebbe un costo di 35-40 euro, con due paia di calze, una calzamaglia, un berretto in pile e anfibi non specifici per il freddo estremo. “Con 2,4 miliardi di euro per le Olimpiadi e 130 milioni per la pista da bob, non trovi 3-4 milioni per chi garantisce la sicurezza?”, attacca Filippi, parlando apertamente di “esercito di Franceschiello”.


Carabinieri equipaggiati, poliziotti no

Il confronto con l’Arma dei Carabinieri è impietoso. Ai militari sarebbero stati forniti scarponcini da montagna, pantaloni impermeabilizzati con protezione termica rinforzata e persino occhiali da sole di marca, brandizzati con il simbolo della Benemerita. Un investimento anche d’immagine, che per il Siulp mette a nudo una disparità difficile da giustificare.


L’ultimatum al capo della Polizia

Nella lettera finale al capo della Polizia Vittorio Pisani, il sindacato non usa mezzi termini: “La situazione è inaccettabile”. L’appello ha il sapore di un ultimatum: intervenire subito, perché – avvertono – “chi non è parte della soluzione, è parte del problema”. Mentre Milano-Cortina si prepara a mostrarsi al mondo, il rischio è che dietro la vetrina della sicurezza resti scoperto proprio chi quella sicurezza è chiamato a garantirla, al gelo e senza protezioni adeguate.

Andrea Valenti – Analista di sicurezza e informazione strategica
Analista di sicurezza e informazione strategica

Andrea Valenti

Andrea Valenti è un analista indipendente specializzato in difesa, sicurezza nazionale, geopolitica e informazione strategica. Su InfoDifesa.it cura contenuti basati su fonti verificate e analisi contestualizzate, con particolare attenzione alla resilienza informativa e ai temi di sicurezza globale.

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