Militare resta paralizzato dopo l’incidente: maxirisarcimento di un milione e 400mila euro

Il Comune di Lecce condannato ad un risarcimento milionario per un incidente stradale in seguito al quale un giovane è rimasto completamente paralizzato dal collo in giù.

La sentenza, che porta la firma del giudice del Tribunale civile Katia Pinto, contiene numeri da capogiro.


Per la vittima dell’incidente, oggi 44enne, previsto un risarcimento di un milione e 400mila euro, cui sono stati condannati in solido sia il Comune che il conducente della macchina, più interessi e rivalutazioni (dalla somma però vanno decurtati 770mila euro erogati dall’assicurazione subito dopo l’incidente); sempre al 44 enne andranno i 500mila euro in favore dei genitori, ormai deceduti, mentre 100mila euro a testa per il fratello e la sorella.

Un verdetto che arriva dopo ben 16 anni di battaglie giudiziarie, avviato in seguito al ricorso presentato dall’avvocato Enrica Cavallo.

Il processo, come detto, nasce in seguito ad un sinistro stradale avvenuto nel dicembre del 2002.

Ad avere la peggio R.E., all’epoca dei fatti 26enne, sottufficiale dell’Esercito, spesso impegnato in missioni all’estero nella ex Jugoslavia.

 

Durante un periodo di licenza in occasione delle festività natalizie, il giovane militare esce con suo amico. È mezzanotte, piove, i due sono a bordo di una Mercedes Slk, R.E. si trova sul sedile del passeggero. Una delle ruote dell’auto, che stava percorrendo viale Rossini dirigendosi verso viale Leuca, finisce in una profonda buca, intorno alla quale ci sono degli avvallamenti del manto stradale dovuti alle radici degli alberi. È questione di un attimo: la Mercedes si ribalta due volte su se stessa per poi schiantarsi contro il muro di cinta del vecchio ospedale.

Le condizioni del sottufficiale paiono subito disperate, i medici fanno di tutto per strapparlo alla morte. Lui sopravvive, per miracolo. Ma il suo destino è tristemente segnato da una lesione midollare. Paralizzato dal collo in giù, è costretto a vivere su una sedia a rotelle, con assistenza continua. A livello cognitivo, fortunatamente, nessuna compromissione.

Il verdetto dei giorni scorsi fa riferimento ad una precedente sentenza, pronunciata alcuni anni fa dalla Corte d’Appello di Lecce: la responsabilità dell’incidente è stata attribuita in concorso sia al conducente della macchina che all’amministrazione comunale.

In base a quanto emerso dall’istruttoria, infatti, il guidatore andava ad una velocità di poco superiore al limite consentito. Sono poi stati ascoltati i vigili urbani intervenuti sul luogo dell’incidente, i vigili del fuoco ed alcuni testimoni.

Tutti sarebbero stati concordi nel riferire le pessime condizioni del mando stradale, irregolare e pieno di dossi a causa delle radici degli alberi piantati nei pressi dello spartitraffico, e della scarsa illuminazione. Pare infatti che le fronde degli alberi, non potati, avessero ridotto notevolmente la visibilità del tratto stradale. La pioggia battente, poi, ha fatto il resto. Al Comune, in sintesi, viene contestato di non aver effettuato l’adeguata manutenzione della strada, sia per quanto riguarda l’uniformità del tratto stradale sia per quanto riguarda l’illuminazione.

 

Questo l’esito del giudizio, che però è ancora di primo grado. È probabile che, vista l’entità del risarcimento, Palazzo Carafa ricorrerà in appello.

Redazione articolo a cura della Gazzetta del Mezzogiorno

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