MEDAGLIA D’ORO ALLA SOLDATESSA MUTILATA IN AFGHANISTAN: È LA PRIMA DONNA A RICEVERLA

(di Lorenzo De Cicco) – «Non ho fatto niente di speciale», dice Monica
Contrafatto, la soldatessa che rimase ferita e perse una gamba in Afghanistan
nel 2012, durante un attacco dei talebani. «Ho solo fatto il mio lavoro.

Un
sacco di altre persone si sarebbero comportate come me». Lo Stato però non la
pensa così. E ha voluto premiare il suo gesto con la Medaglia d’oro al valore
militare. Un’onoreficienza che le è stata conferita stamattina dal ministro
della Difesa Roberta Pinotti, durante la celebrazione del 154esimo anniversario
dell’Esercito Italiano all’Ippodromo Tor di Quinto di Roma. «È la prima donna
soldato a ricevere la medaglia d’oro», ha spiegato il ministro.

L’attentato. Monica, primo caporal maggiore dell’Esercito, ha
salito le scale del palco autorità con in testa il tradizionale cappello con le
piume dei bersaglieri. Per scendere però si è dovuta appoggiare a un
commilitone, a causa dei postumi delle ferite di guerra. Il 24 marzo 2012 venne
coinvolta in un «vile attacco» – come si legge nella motivazione della medaglia
– condotto dai talebani nella valle del Gulistan, un attentato che è costato la
vita a Michele Silvestri, sergente del Genio Guastatori. In quella occasione,
«anteponendo l’incolumità dei colleghi alla propria, dopo l’arrivo di una prima
bomba da mortaio faceva sgomberare la propria tenda, indicando ai propri
commilitoni di recarsi nei bunker e salvando loro la vita». Ma «mentre si
portava al proprio mezzo per attuare le azioni di contrasto, rimaneva
gravemente ferita dall’esplosione di un’ulteriore granata che colpiva la stessa
area e, malgrado il lancinante dolore – si legge ancora nella motivazione – con
spiccato coraggio rifiutava le prime cure e incitava i propri commilitoni alla
reazione, prima di accasciarsi stremata».

La bandiera. La Medaglia d’oro al valor militare è stata conferita
anche alla Bandiera di guerra dell’Esercito che oggi dispone di oltre 2.400
militari impegnati nelle missioni all’estero – dall’Afghanistan al Kosovo, al
Mali – e oltre 6.600 nell’operazione “Strade sicure” in Italia.
Durante le celebrazioni, il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore
della Difesa, ha ricordato le «nuove sfide, dal terrorismo al Mediterraneo, che
vanno affrontate con un approccio sinergico e corale: interforze,
interministeriale, internazionale». Per il generale Danilo Errico, capo di
Stato maggiore della Forza armata, l’Esercito «resta un saldo punto di
riferimento tanto a livello internazionale, quanto per la collettività
nazionale», «sempre pronto rispetto alle esigenze del Paese», come ha ricordato
anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio
augurale.

FONTE

Commenti Facebook

Lascia un commento

error: Content is protected !!