MARINA MILITARE: AMMIRAGLI A PROCESSO PER LA MORTE DI ALESSANDRO NASTA

Rinvo a
giudizio per tutti gli imputati del processo per la morte di Alessandro Nasta.
La decisione è stata presa dal Gup di Civitavecchia la mattina di giovedì
10 dicembre nei confronti dell’ammiraglio Binelli Mantelli,
dell’ammiraglio Branciforte, dell’ammiraglio De Giorgi, oltre al comandante ed
al vice comandante della Amerigo Vespucci.

Gli imputati dovranno ora presentarsi
in aula per il processo il prossimo 6 marzo 2016 davanti al Giudice dr.
Mangiante. Luca Marco Comellini segretario del Partito per la tutela dei
diritti di militari e forze di polizia che si è costituito come parte civile ha
così commentato: “Mi sarei aspettato di vedere al nostro fianco anche il
cocer della Marina  e il ministro della difesa costituiti anche loro come
parte civile per tutelare gli interessi dei marinai (che i primi dicono di
rappresentare) e della Forza armata. Come era facilmente immaginabile erano
entrambi assenti.”


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Alessandro Nasta muore sulla nave scuola della
Marina Militare italiana Amerigo Vespucci dopo un volo da un’altezza di 25
metri. Alessandro
stava scendendo dal pennone di 56 metri dove era salito per spiegare la vela,
un’operazione che aveva fatto tantissime volte. Aveva terminato il turno di
guardia, rimasto in piedi tutta la notte ed era di comandata. La mamma di
Alessandro, Marisa Toraldo, vuole conscere la verità sulla morte di suo figlio.
“Non accuso nessuno, mi faccio solo tante domande – afferma la donna – tra
questi interrogativi c’è quello sui dispositivi di sicurezza, se fossero
sufficienti per quella manovra. Mio figlio era attaccato a due moschettoni, ma
alcuni suoi colleghi mi hanno riferito che a un certo punto bisogna sganciarli
perché non è possibile utilizzarli, lì proprio dove sarebbe caduto Alessandro.
Stiamo parlando di 56 metri!”.

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