L’ISIS MINACCIA L’ITALIA, CITTA’ BLINDATE: “PROSSIMO OBIETTIVO L’ITALIA”

L’avvertimento jihadista lanciato su Telegram. Due marocchini e un siriano espulsi: tutti avevano espresso vicinanza, seppure solo a parole o nei comportamenti, alle posizioni dello Stato Islamico.

Dopo l’attacco terroristico di Barcellona, adesso anche il nostro Paese è nel mirino. “Il prossimo obiettivo di Isis dopo la Spagna e la Russia è l’Italia”. È quanto si legge nel canale di comunicazione usato dal Califfato su Telegram secondo quanto riferisce l’organizzazione Usa Site che monitora l’attività jihadista sul web. Di fatto questo annuncio va nella direzione di un’inchiesta americana che riguarda l’attentato di Manchester.

Come ha rivelato l’Espresso da alcune intercettazioni telefoniche emerge la volontà di un giovane jihadista di colpire l’Italia. “Il 25 febbraio 2016 il ragazzo di Torino – scrive l’Espresso citando gli atti dell’inchiesta Usa – parla con un texano di Dallas. Mido chiede all’americano dell’Isis se, invece di andare a combattere in Siria, è possibile fare qualcosa in Italia, se è arrivato il momento”.

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è al lavoro a Palazzo Chigi. Secondo quanto si apprende, è in contatto con il ministro degli Esteri Alfano e con il ministro dell’Interno Minniti per seguire gli sviluppi degli attentati che hanno coinvolto i nostri connazionali e per le misure di prevenzione e sicurezza adottate e da adottare in Italia.

Le tre espulsioni ordinate da Minniti – due immigrati marocchini, uno siriano – raccontano storie diverse, ma sono accomunate da un filo comune. Uno era un detenuto che in carcere ha inneggiato alla Guerra Santa e aveva festeggiato l’attentato di Stoccolma. Prima lo hanno isolato in un circuito di alta sorveglianza; ieri, scontata la pena per i reati commessi in Italia, lo hanno riportato in Marocco.

L’altro era arrivato qualche anno fa dalla Siria, è stato condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, attualmente era ospite forzato della cooperativa Stella del Sud, a Brognaturo (Vibo Valentia) dove si è dimostrato un prevaricatore. Da ultimo aveva esultato per l’attentato terroristico di Manchester.  Il terzo, immigrato marocchino di 31 anni con seri disturbi psichici, s’è impossessato di un minibus il 4 luglio a Tortona (Alessandria). Non era andato lontano perchè i carabinieri lo avevano fermato subito. Magari non aveva neppure cattive intenzioni. Probabilmente era un’azione sballata in linea con il personaggio, già internato un anno prima con trattamento sanitario obbligatorio.

C’è un particolare occhio ai furgoni, la nuova arma dei terroristi. Aumentano le difese statiche: sono comparse nuove barriere in cemento nel cuore di Milano, a difesa dell’ingresso della Galleria; così come a Roma il Comune dovrebbe sistemare presto enormi fioriere a protezione delle strade pedonali. La polizia controlla con attenzione le denunce per ogni furgone rubato e gli autonoleggi sono pregati di segnalare subito i dati di chi richiede un van.

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