Libano, detriti sulla base Unifil: militare italiano ferito lievemente mentre il Medio Oriente sprofonda nel caos
Detriti sulla base di Shama: colpito un militare italiano
Nessuna ferita, ma un dolore a un occhio che, secondo le prime informazioni, non desta particolare preoccupazione. Sono queste le condizioni del militare italiano soccorso dal personale sanitario dopo la caduta di alcuni detriti nella base Unifil di Shama, nel sud del Libano, sede del Comando del settore Ovest a guida italiana.
I detriti sarebbero stati provocati dai razzi intercettati dai sistemi antimissile di Israele. Al momento, sempre secondo le informazioni disponibili, non si registrano altri feriti.
Crosetto segue il dossier: missione Unifil sospesa tra nuove regole e stop anticipato
Il ministro della Difesa Guido Crosetto è in costante contatto con i vertici per monitorare l’evoluzione della situazione. Sullo sfondo resta però un nodo politico e strategico sempre più pesante: il futuro stesso della missione Unifil.
La missione oscilla infatti tra l’ipotesi di nuove regole di ingaggio e quella di una chiusura anticipata. A decidere sarà il Consiglio di sicurezza dell’Onu, forse già a giugno. Un passaggio che rischia di trasformare una presenza internazionale nata per stabilizzare l’area in una missione sempre più esposta, compressa tra escalation militare e margini operativi ridotti.
Israele entra via terra in Libano: “Operazione limitata e mirata”
Nella mattinata di ieri sono intanto cominciate le operazioni israeliane con i boots on the ground in Libano. Secondo lo Stato ebraico, l’intervento via terra sarà limitato e mirato e avrà l’obiettivo di smantellare le roccaforti di Hezbollah.
A scandire la linea di Israele è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz: “Centinaia di migliaia di residenti sciiti che sono stati evacuati non torneranno nell’area a sud del fiume Litani finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti israeliani”.
Parole durissime, seguite da una minaccia diretta ai vertici del gruppo paramilitare sciita e al suo leader Naim Qassem: “Hezbollah pagherà un prezzo pesante e Qassem presto potrà incontrare Hassan Nasrallah e l’ex Guida suprema Ali Khamenei nelle profondità dell’inferno”.
Libano allo stremo: oltre un milione di sfollati
Il prezzo della guerra continua a ricadere sulla popolazione civile. Secondo le autorità libanesi, gli sfollati sarebbero ormai più di un milione. Un dato che fotografa la portata di una crisi che non riguarda più soltanto il confine meridionale del Libano, ma investe l’intero equilibrio regionale.
Il conflitto si allarga: raid israeliani su Shiraz, Tabriz e Teheran
Il fronte, intanto, si allarga in tutto il Medio Oriente. La guerra continua anche nella Repubblica islamica, dove Tel Aviv ha avviato una campagna di attacchi su larga scala contro Shiraz, Tabriz e Teheran. Secondo quanto riferito, sarebbe stato distrutto anche l’aereo della ex Guida suprema Ali Khamenei.
Dall’altra parte, il capo della magistratura iraniana Gholam Hossein Mohseni Ejei ha invitato i tribunali a non essere indulgenti con le persone affiliate a Israele e Stati Uniti, in un clima di repressione e radicalizzazione che accompagna l’allargamento del conflitto.
Gerusalemme colpita: schegge vicino all’ufficio di Netanyahu
La tensione resta altissima anche in Israele. A Gerusalemme, una scheggia di missile è caduta nei pressi dell’ufficio del premier Benjamin Netanyahu, mentre altre hanno colpito un’abitazione e una scuola ebraica, ferendo un uomo di 42 anni.
Segnali che mostrano come il conflitto, oltre a espandersi geograficamente, continui a colpire obiettivi e aree sensibili, aumentando la pressione sui governi coinvolti.
Dialogo appeso a un filo: Trump apre, Teheran smentisce
Sul terreno diplomatico, i margini appaiono fragili. “Stiamo parlando – ha detto Donald Trump –. Non credo che l’Iran sia ancora pronto, ma c’è vicino”. Un’apertura prudente, che tuttavia è stata smentita dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Il risultato è un quadro opaco, in cui alle dichiarazioni pubbliche non corrisponde, almeno per ora, una reale svolta negoziale.
Il giallo su Mojtaba Khamenei: messaggio, Mosca e versioni non confermate
In Medio Oriente tiene banco anche il caso della neo Guida suprema Mojtaba Khamenei, avvolto da una fitta coltre di interrogativi. Secondo una fonte iraniana vicina ai riformisti, citata dal media kuwaitiano Al-Jarida, il primo messaggio attribuito a Khamenei sarebbe stato in realtà scritto dal segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani.
La stessa Guida suprema, sempre secondo questa ricostruzione, non sarebbe neppure stata informata del discorso diffuso tramite una registrazione audio e si troverebbe segretamente a Mosca per motivi di sicurezza e per sottoporsi a un intervento chirurgico. Nessun commento dal Cremlino su questa versione.
Sempre in questo quadro di indiscrezioni, risulta che Mojtaba sarebbe scampato al raid del 28 febbraio in cui è stato ucciso il padre, perché si era allontanato in giardino per una passeggiata pochi istanti prima dell’attacco.
Missili e droni oltre il Libano: Abu Dhabi, Dubai, Doha e Giordania sotto pressione
La guerra non resta confinata a Israele, Libano e Iran. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, un missile iraniano ha ucciso un cittadino palestinese. Un drone ha inoltre provocato un incendio nel nord del Paese, mentre una serie di attacchi ha colpito un centro petrolifero e bloccato l’aeroporto di Dubai.
Altre esplosioni si sono registrate a Doha, in Qatar. In Giordania, invece, alcuni frammenti di missile sono caduti nella città di Irbid, ferendo un bambino.
Unifil nel mirino del caos regionale
L’episodio di Shama, pur senza conseguenze gravi per il militare italiano coinvolto, diventa così il simbolo di una missione internazionale finita dentro un teatro sempre più instabile e pericoloso. Il soldato non è grave, ma il quadro sì: tra operazioni terrestri, minacce incrociate, sfollati in massa e missili che attraversano più fronti, la crisi in Medio Oriente entra in una fase ancora più esplosiva.
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