LA TURCHIA IMBARAZZA IL PENTAGONO: I CACCIA AMERICANI NON SONO AUTORIZZATI AD INGAGGIARE IL NEMICO

(di Franco Iacch) – Anche
se intercettassero velivoli russi o siriani, i caccia americani rischierati in
Turchia non potrebbero comunque entrare in battaglia perché, ad oggi, non sono
state stabilite le regole d’ingaggio. La conferma arriva direttamente dall’Air
Force.

Sappiamo
che dal mese scorso, presso la base di Incirlik, gli USA hanno schierato sei
F-15C, equipaggiati esclusivamente per il combattimento aria-aria. Il loro compito,
secondo quanto stabilito dal Pentagono, sarebbe stato quello di “irrigidire le
difese aeree turche contro le interferenze russe”.
Dicono
dall’Air Force. “Gli F-15C sono stati inviati in un preciso momento,
quando credevamo che la Russia stesse per aumentare le violazioni delle
frontiere turche. Quel dispiegamento è avvenuto prima dell’abbattimento del
Su-24 russo ad opera dei turchi e la conseguente entrata in servizio della
linea S-400/S-300.

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Le implementazioni russe in Siria hanno complicato tutto”.

Il
problema è che gli F-15C americani non hanno ancora un obiettivo. Potrebbero
intervenire soltanto se attaccati (ma in quel caso sarebbe un vero e proprio
atto di guerra). Ad oggi, Stati Uniti e Turchia non hanno ancora stabilito le
regole di ingaggio per i caccia americani. L’accordo bilaterale tra i due paesi
tarda ad essere raggiunto così come le procedure in caso di violazione dello
spazio aereo turco.


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Gli
F-15C fino a quando non sarà siglato l’accordo e nonostante siano armati
esclusivamente per il combattimento aria-aria, saranno relegati al ruolo di
semplici osservatori.

[FONTE]

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