LA REPLICA DELL’ESERCITO DOPO LA POLEMICA SUGLI ACQUISTI: “NON SONO ROTOLONI D’ORO MA MATERIALE SPECIALE PER ARMI”

Un appalto di fornitura che fa rumore, finendo sulla stampa nazionale. E’
quello per alcune forniture al Polo di Mantenimento delle Armi Leggere di
Terni.

La replica dell’Esercito: «Materiale tecnico» La risposta è giunta dall’esercito che precisa come l’oggetto della
gara è un materiale non facilmente reperibile sul mercato quel
tipo di panno-carta impiegato per la pulizia e manutenzione delle armi,
capace di rispondere a specifiche caratteristiche tecniche quali
resistenza a stress da fuoco, impiegabile in condizioni di temperature
estreme. «Un materiale tecnico e utilizzato – si precisa – anche in
particolari situazioni operative dai reparti dell’Esercito impiegati
all’estero, come ad esempio in Afghanistan e Libano, che deve garantire
particolari requisiti di resistenza alla trazione, capacità di
assorbimento di acqua e olio senza lasciare residui dopo l’uso». A conferma
della regolarità e della trasparenza, il Polo Militare Armi Leggere di Terni
«ha svolto una specifica ricerca sul mercato, avvenuta espletando tutte le
procedure concorsuali previste dalla normativa vigente (pubblicità in ambito
Ue, verbale di estimo, verbale d’idoneità delle ditte interessate, ecc.)».
Delle tre ditte che hanno manifestato interesse alla gara, una è stata esclusa
in quanto priva di idonea certificazione ISO 9001, mentre un’altra si e’
ritirata specificando che il prezzo base era ritenuto basso e inadeguato. E
come ulteriore elemento di informazione, per un costante monitoraggio dei costi
al fine del contenimento della spesa, lo stesso Polo Militare lo scorso anno
«ha effettuato apposite indagini di mercato tese a ricercare eventuali prodotti
innovativi e dai costi competitivi». Solo che tali prodotti «sono risultati non
idonei alle prove tecnico-pratiche» effettuate presso i laboratori e reparti di
lavorazione dello stesso stabilimento.

17 euro a rotolo Il quotidiano il Messaggero fa notare come
il totale diviso i duemila rotoli faccia 17 euro a rotolo. E sottolinea come la
Difesa per questo prodotto aveva messo a disposizione nel bando 40.983 euro e
alla gara abbia partecipato solo un’azienda di Firenze
che ha presentato l’offerta di seimila euro inferiore. Il caso è da
spunto per una riflessione su possibili sprechi a nazionale. Di certo è
una cifra che fa scalpore, seppur il prodotto possa essere particolare. Più che
altro la domanda che sorge è una: perché il ministero della Difesa fa una gara
ad hoc per il Polo di Terni e non uno complessivo per tutte le strutture italiane?
Misteri del Paese dei tremila centri di spesa.
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