LA POLIZIA RESTA A PIEDI. DOPO 15 ANNI DI TAGLI 40% DI VOLANTI IN MENO

(di Tommaso Montesano) – A Palermo non fanno neanche più domanda. Meglio puntare ad altri reparti, più redditizi e meno rischiosi, piuttosto che rischiare la vita sulle Volanti per pochi spiccioli. «Del resto un poliziotto impiegato in pattuglia, per via dei tagli agli straordinari guadagna si e no 100 euro al mese in più rispetto al suo normale stipendio di circa 1.500 curo mensili», denunciano i sindacati di settore. Le Pantere della Polizia sono sempre meno: da Palermo a Milano, passando per Roma e Bologna, il numero delle Volanti sulle strade delle città italiane è diminuito in media del 40% rispetto a quindici anni fa. Quando in vettura, peraltro, c’erano tre poliziotti invece degli attuali due. Un crollo, che si traduce in un minor controllo del territorio, dovuto sia alla carenza di organico nella Polizia – tra pensionamenti, minori assunzioni e spending review mancano all’appello circa 18mila uomini – sia al minore appeal del servizio tra gli operatori delle Forze dell’ordine.

«Fare Volante è diventato pericoloso e meno appagante dal punto di vista professionale ed economico», denuncia Igor Gelarda, dirigente siciliano del sindacato Consap. A Palermo, ad esempio, «fino a qualche anno fa c’era la ressa per salire sulle Volanti. Oggi, invece, non c’è più un poliziotto, sugli oltre 3.500 che lavorano in provincia, che abbia fatto domanda. Anzi, circa la metà di quelli che già lavorano sulle Pantere ha chiesto di essere trasferita altrove: il gioco non vale più la candela».

Perché a fronte dei rischi sempre maggiori, le soddisfazioni economiche sono minime e in più lo Stato «tende a garantire poco i professionisti delle Forze dell’ordine». Basta poco, ad esempio quando si ha a che fare con i migranti, per «beccarsi anche le sanzioni disciplinari». A Bologna, ricorda il Sindacato autonomo di polizia (Sap), oggi escono quattro Volanti per turno per un totale di 23 operatori; dieci anni fa, le macchine erano in media sette con 28 uomini in servizio. Mentre a Milano a fronte delle 18 Volanti per turno che uscivano in media negli anni Novanta, prima si è passati alle 16 di dieci anni fa, poi alle attuali 12 macchine, che scendono fino a nove nei periodi di ferie.

«E a Roma attualmente c’è solo una Volante ogni 150mila abitanti», aggiunge Gianni Tonelli, il segretario generale del Sap. E ancora: se a Firenze, nel 2000, ogni turno uscivano otto Pantere, oggi sono la metà. Lo stesso accade a Brescia: dalle quattro Volanti per turno di dieci anni fa, si è passati alle attuali due. Idem ad Ascoli Piceno: è già tanto se esce una macchina per turno, visto che mancano gli operatori per una seconda Volante.

Dieci anni fa, invece, le vetture erano almeno due. Una sforbiciata che fa il paio con quanto sta accadendo sui presidi sul territorio. Lo scorso 31 marzo il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha emanato un decreto per la soppressione di 18 reparti della Polizia stradale. E presto toccherà a 54 sezioni della Polizia postale. Si tratta del vecchio piano di Angelino Alfano che, in ossequio alla spending review, prevedeva la chiusura di oltre 200 presidi di Polizia per recuperare 4mila uomini. Il suo successore al Viminale, Marco Minniti, ha rispolverato il dossier. Unica differenza: anziché tagliare tutto e subito, si andrà avanti a tranche. Ma la sostanza non cambia, denuncia Tonelli: «Il governo sta rottamando l’apparato della sicurezza». E dire, ricorda il numero uno del Sap, che un paio d i giorni fa Gabrielli ha detto che l’unica medicina per contrastare il terrorismo, a partire dai “lupi solitari, è la presenza sul territorio”. Buone notizie, per le Forze dell’ordine, arrivano invece dal Senato, dove il governo oggi è intenzionato a porre la fiducia sulla conversione del decreto sulla sicurezza urbana. Grazie all’opposizione di Maurizio Gasparri (FU, sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti per l’introduzione dei codici identificativi di reparto sulle divise delle Forze dell’ordine. (Libero)