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LA FAMIGLIA CUCCHI HA INCASSATO 1,3 MILIONI DI RISARCIMENTO DANNI DALL’OSPEDALE PER NON PRESENTARSI PARTE CIVILE CONTRO MEDICI E INFERMIERI

1. MAIL
ARRIVATA A DAGOSPIA

“Come mai nessuno ricorda che la sorella di Stefano Cucchi, oltre a
candidarsi per la lista Ingroia, ha ottenuto e incassato € 1.340.000
dall’Ospedale Pertini (il 2 Novembre 2013) quale indennizzo e con la clausola
di non presentarsi parte civile contro questa struttura e relativi indagati
(medici e infermieri) nel processo di Appello? La cifra è stata liquidata da
Unipol Assicurazioni.

ps – Questo indennizzo permetteva loro di presentarsi parte civile
contro i poliziotti indagati per il pestaggio. L’accordo dei Cucchi prevede che
chi l’abbia poi curato non è per loro rilevante”.
2.
“CUCCHI, ALLA FAMIGLIA 1 MILIONE E 340 MILA EURO. RISARCIMENTO DEL PERTINI PER
LA MORTE DI STEFANO”
la Repubblica” del
02.11.2013
E’ di un milione e 340mila euro la cifra che l’ospedale Pertini verserà
alla famiglia Cucchi per il risarcimento del danno conseguente alla morte di
Stefano, deceduto il 22 ottobre del 2009 proprio nel nosocomio romano, una
settimana dopo il suo arresto per droga. La cifra è stata ufficializzata oggi,
dopo le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi per la notizia dell’avvenuto tra
le due parti accordo sul risarcimento.
I soldi verranno versati dall’assicurazione Unipol ai genitori, alla
sorella e ai nipotini di Stefano per conto della struttura che ha visto i suoi
medici condannati in primo grado per omicidio colposo. I Cucchi escono così dal
processo d’appello: non saranno parte civile contro i camici bianchi (il
primario Aldo Fierro condannato a due anni, i medici Stefania Cordi, Flaminia
Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo a un anno e 4 mesi e Rosita Caponetti
a otto mesi per falso ideologico).
Il risarcimento, infatti, sostituisce ogni rapporto civilistico.
Saranno invece ancora tra le vittime per quanto riguarda gli agenti della
polizia penitenziaria, assolti dalla Corte d’Assise ma colpevoli, secondo
Ilaria, della morte di suo fratello. “I medici hanno fatto gravissimi
errori ma devono esser assicurati alla giustizia coloro che lo hanno pestato.
Non avremo pace fino a che giustizia non sarà fatta”.
Nei giorni scorsi Ilaria Cucchi aveva precisato: “Abbiamo
accettato soltanto con la garanzia del nostro avvocato di poter continuare la
battaglia processuale contro gli agenti. Altrimenti non avremmo accettato
nessuna somma”.
E oggi il legale Fabio Anselmo ha ribadito: “Il risarcimento è
limitato esclusivamente alla responsabilità sanitaria. L’obiettivo della
famiglia è quello di avere giustizia non a metà, ma a 360 gradi. Per questo,
andremo in appello anche e soprattutto sulla posizione degli agenti per i quali
con soddisfazione la Procura generale ha chiesto alla Corte d’assise d’appello
un giudizio completo e non limitato”.
Quanto al processo, l’appello contro la sentenza di primo grado che ha
condannato per omicidio colposo (e non per abbandono d’incapace come chiesto
dall’accusa) 5 dei 6 medici imputati (un sesto è stato condannato per falso
ideologico), mandando assolti 3 infermieri e 3 agenti della penitenziaria, è
stato proposto non solo dai pm ma anche dalla procura generale. La finalità
dell’appello firmato dal sostituto procuratore generale Mario Remus è quella di
formulare una serie di osservazioni “per togliere eventuali dubbi”
sulla configurazione dei reati e sulle condanne da infliggere, nella
consapevolezza che “la Corte d’Assise d’appello potrà esaminare l’intero
quadro probatorio, comprese le configurazioni giuridiche più appropriate”.
Il Pg si ‘scaglia’ contro la decisione della Corte d’assise di concedere agli
imputati condannati le attenuanti generiche (“Tali statuizioni sono state
fatte in violazione di legge”, si legge nelle 4 pagine tecniche),
concludendo con la richiesta “di dichiarare la penale responsabilità degli
imputati, applicando le pene che saranno chieste dal rappresentante del
Pubblico Ministero in udienza”.

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