IMBRATTATO IL MONUMENTO DEDICATO AGLI AGENTI DI SCORTA: SULLA LAPIDE LA SCRITTA “BRIGATE ROSSE”

E’ stato imbrattato il monumento che ricorda le vittime dell’agguato di via Fani, quando quarant’anni fa fu rapito dalle Brigate Rosse il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Sulla stele, che ricorda i nomi dei cinque uomini della scorta dello statista uccisi dai terroristi, è stata dipinta la sigla BR con il colore rosso

Già un mese fa la targa era stata imbrattata e poi ripulita. Sulla base era stato scritto “Morte alle guardie” ed erano state disegnate due svastiche ai lati con spray nero. La scritta fu poi rimossa  prima dell’anniversario della strage. Il monumento commemorativo, dedicato agli agenti Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, è stato infatti inaugurato il 16 marzo scorso, nei 40 anni dalla strage, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Senato Pietro Grasso, della Presidente della Camera Laura Boldrini e di altri rappresentanti delle istituzioni.

Duro il commento del neosegretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), Stefano Paoloni, il quale condanna fermamente quanto accaduto: «Non possiamo che condannare questa ennesima offesa alla memoria dei colleghi caduti in servizio, commessa da chi non ha il coraggio e la capacità di sostenere pubblicamente le proprie idee, e preferisce nascondersi dietro gesti di una tale viltà. C’era da aspettarselo, non meno di qualche settimana fa, la base in cemento della stele, fu imbrattata con una scritta e due svastiche al contrario, che lasciavano ben immaginare l’estrazione del pensiero dei loro autori. Purtroppo – prosegue – chi commette gesti del genere, è mosso dalla stessa matrice ideologica di chi crea disordine durante le manifestazioni; di chi inveisce contro le Forze dell’Ordine; di chi augura loro la morte e le pene peggiori.

Il problema è chi anima e legittima tali azioni e comportamenti, non censurandoli apertamente con decisione aderisce al cosiddetto partito dell’Antipolizia. Sarà importante pertanto, vedere chi stigmatizzerà quanto accaduto. Per amore di democrazia e di chi per essa ha versato del sangue, ci auguriamo siano in tanti».

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