IL SUPER CANE DELL’ESERCITO CHE FIUTA I TUMORI PRIMA DELLE ANALISI

C’è un caso molto speciale. Si potrebbe definire un super-cane. Stiamo parlando di Liù: una femmina di pastore tedesco cresciuta e addestrata dall’ Esercito che sarebbe in grado di “fiutare” tumori in anticipo e addiritutta meglio delle analisi mediche.

La femmina di pastore tedesco, addestrata in maniera specifica per lavorare in corsia dal tenente colonnello veterinario Lorenzo Tidu e del suo conduttore, il sergente Paolo Sardella, lavora oramai da 5 anni all’ospedale Humanitas di Castellanza (Varese). Il suo fiuto le permette di individuare se un paziente è affetto o meno da un cancro, ancor prima del manifestarsi dei sintomi.

Ovviamente l’analisi di Liù non basta. I medici però commentano i maniera positiva il lavoro svolto dal pastore tedesco: “l comportamento di Liù dimostra che il tumore ha una molecola caratterizzante, che lei riconosce grazie al suo olfatto. Ora speriamo di riuscire a individuare e isolare quella molecola, in modo da rendere possibili prevenzioni e diagnosi più veloci ed efficaci“.

L’esperimento di “diagnosi canina” all’ospedale Humanitas è iniziato nel 2012. Doveva essere un test e l’idea si è rivelata molto più interessante di quanto non si potesse credere. «Il ministero della Salute per ora non consente che la diagnosi sia eseguita solo con il fiuto del cane – spiega il colonnello Tidu – E per questo tutti i pazienti sono stati prima sottoposti ai normali protocolli medici e dopo Liù ha fatto la sua analisi. Tra i campioni che ha dovuto “fiutare” sono stati inseriti anche quelli di pazienti sani e così ne abbiamo accertato l’attendibilità».

Le sue straordinarie competenze, Liù le aveva dimostrate anche durante la sua prima occupazione in divisa. Sempre al fianco del sergente Paolo Sardella, che per lei non è un semplice conduttore ma una specie di papà molto generoso. «E’ entrata in servizio nel 2010 con la specializzazione della ricerca degli esplosivi. Era uno dei cani del centro cinofilo che l’Esercito impiega in svariate situazioni: negli scenari operativi all’estero ma anche per supporto alla Protezione civile in caso di calamità o per scopi di sicurezza come è avvenuto durante l’Expo. Insieme, siamo stati in Kosovo, ma dopo qualche mese Liù è stata scelta per partecipare a questa sperimentazione scientifica».