IL MINISTRO DELLA DIFESA SOSPENDE DAL GRADO DI GENERALE ANTONIO PAPPALARDO

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha irrogato la sanzione della sospensione per 12 mesi dal grado di Generale ad Antonio Pappalardo, su proposta dell’ex Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette.

A determinare tale provvedimento l’aver svolto alcuni interventi politici nella veste di leader e fondatore del Movimento Liberazione Italia e di Presidente del sindacato Scudo Carabinieri, senza avere precisato di non essere più in servizio, (da oltre 12 anni).

Pappalardo ha sottolineato sui social come sia stato raggiunto da una “task force” di 5 carabinieri mentre era in Sardegna a casa di un conoscente, probabilmente rintracciato tramite cellulare e pedinato. “E’ ora che l’Arma ritorni a far parte dell’Esercito” sottolinea Pappalardo in un lungo video, ed “ai cittadini ed ai carabinieri semplici dico di darmi del Tu e chiamarmi “Antonio”, mentre ai miei “ex” colleghi generali ricordo di essere stato deputato della Repubblica Italiana e Sottosegretario di Stato quindi quando si rivolgeranno a me dovranno chiamarmi “onorevole” ed “eccellenza”.”

Infine, nel video, sottolinea che avrebbe gradito essere chiamato dal Presidente Mattarella per risolvere la questione “dell’arresto” vis a vis e quindi lo saluta commentando “hai perduto la virtù dei siciliani, guardare in faccia le persone”.

Il Movimento Liberazione Italia, del quale Pappalardo è Presidente, ritiene il tutto “una grave violazione dei diritti di libertà, costituzionalmente garantiti, con la commissione di reati quali l’abuso d’ufficio, attentato ai diritti politici del cittadino e associazione a delinquere” e nel manifestare piena solidarietà a Pappalardo con una lettera, “fa presente che l’intera vicenda è stata sottoposta all’esame di uno studio legale per la denuncia del responsabili al fine di tutelare non solo la libertà politica della Sua persona, ma anche del Movimento Liberazione Italia e sindacale di Scudo Carabinieri.Il fatto è ancor più grave se si considera che enormi saranno i danni che si riverseranno sul Movimento e sulla Sua persona, laddove è stata diffusa la decisione di partecipare alle prossime elezioni europee e regionali.”

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