Il ministero della Difesa dovrà pagare 1,3 milioni di euro di risarcimento alla famiglia di un ex sottufficiale della Marina morto per esposizione all’amianto

Il Tribunale di Roma ha condannato il ministero della Difesa a pagare un risarcimento di 1 milione e 300mila euro alla famiglia dell’ex sottufficiale della Marina Camillo Limatola, morto nel 2013 a 59 anni per un mesotelioma causato da esposizione all’amianto. La sentenza è di fine luglio ma parte del contenuto è stata resa nota dall’Osservatorio Nazionale Amianto il 30 agosto. Limatola era stato dipendente della Marina militare tra il 1973 e il 1978 e aveva lavorato sulle navi e nelle basi militari della Maddalena, in Sardegna, e di Napoli. Dopo la morte, la moglie e i figli avevano deciso di chiedere al ministero della Difesa un risarcimento dei danni, sostenendo che la malattia di Limatola fosse stata causata dall’esposizione all’amianto presente sulle navi e nelle basi in cui aveva lavorato.

Secondo quanto comunicato dall’avvocato della famiglia, il giudice Claudio Patruno ha motivato la sentenza spiegando che all’equipaggio non erano stati forniti «tute, guanti, o maschere filtranti» né erano presenti «adeguati sistemi di depurazione dell’aria, o sistemi di isolamento sicuro del minerale, nonostante l’attività cancerogena dell’amianto fosse stata resa nota pubblicamente dalla comunità scientifica, fin dal 1965». Inoltre «l’attività dell’equipaggio imbarcato avveniva inoltre in locali abbastanza angusti, cosa che favoriva un’alta concentrazione delle fibre di amianto nell’aria».

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