I RUSSI HANNO BOMBARDATO POSTAZIONI NEMICHE, MOSCA CONFERMA: “ABBIAMO ANCHE UNA PORTAEREI CINESE”

(di Franco Iacch) – “La nostra capacità offensiva
si baserà prevalentemente sulla piattaforma Su-25, ma abbiamo anche altri
caccia-bombardieri”. A poche ore dalla decisione della Camera Alta del
Parlamento russo di concedere il permesso al presidente russo di utilizzare le
forze armate in Siria e dal primo raid aereo contro le postazioni nemiche nei
pressi di Homs, emerge la prima strategia formulata dal presidente del Comitato
di Stato della Difesa della Duma Vladimir Komoyedov ripresa dall’agenzia di
stampa TASS.

“Un’operazione aerea comporta minimi rischi in termini di
perdite in un contesto privo di sistemi di difesa. Potrebbero disporre di
qualche Stinger. Infine, se la forza aerea è utilizzata e coordinata
correttamente, può essere un efficace mezzo di distruzione, soprattutto sui
terreni desertici. L’esercito russo sarà presente con una forza di terra per
proteggere le basi e le infrastrutture dell’aeronautica”.
L’ammiraglio Komoyedov ha quindi già delineato, seppur per
sommi capi, quanto accadrà nelle prossime ore in Siria. Utilizzo massiccio dei
“Corvi” a supporto delle forze di terra siriane.
Komoyedov ha confermato quanto ipotizzato dagli israeliani
pochi giorni fa sulla presenza della Liaoning, portaerei cinese che
sarebbe già ancorata al porto di Tartus. Alla domanda “Non sarebbe necessario
un gruppo navale da battaglia a protezione e supporto delle forze?”,
l’ammiraglio ha risposto testualmente: “Abbiamo il Moskva, una
portaerei cinese ed alcuni incrociatori: forze del tutto sufficienti a
sostenere tutte le nostre operazioni”.
Nei giorni scorsi, la presenza dell’unica portaerei cinese
in servizio in Siria, era stata definita come una bufala. La notizia era stata
riportata dal sito di intelligence israeliano DEBKA, ma è stata del tutto
sottovalutata. Adesso la conferma dei russi: “abbiamo una portaerei cinese”.

Le forze in campo
RUSSIA: la base navale di Tartus, sulla costa mediterranea
della Siria è protetta da cinque navi da guerra con in testa l’incrociatore
lanciamissili classe Slava, il Moskva. Il Bassel
al-Assad International
, aeroporto a 20 km sud di Latakia sulla costa
mediterranea della Siria collegato al porto principale del paese, dispone di
una forza di in grado di colpire i bersagli a terra. I russi dispongono di
dodici bombardieri tattici a bassa quota Su-24 Fencer, dodici aerei
da attacco al suolo e supporto ravvicinato Su-25 Frogfoot, quattro
caccia Su-30SM e quindici elicotteri pesanti d’attacco. In Siria sono atterrati
anche i Kamov Ka-52 ‘Alligator’. L’aeroporto è difeso da una forza terrestre
composta da nove carri armati di terza generazione T-90, 35 BTR-82A e 500
soldati. Entrambe le basi sono protette da diversi sistemi terra-aria.
Il Bassel al-Assad International è
utilizzato dal Cremlino anche per tutte le missioni da ricognizione ed attacco
dei droni schierati in territorio siriano. I russi hanno fortificato la base
militare di Al-Sanobar, a sette km a nord di Latakia ed il complesso di
stoccaggio di Istamo, a tre km in direzione ovest. Complessivamente, Mosca ha
in Siria tra i 1000 ed i 1500 soldati. Verosimilmente, a ridosso delle coste
siriane c’è almeno un sottomarino d’attacco. L’ultima volta che Putin chiese
l’autorizzazione per utilizzare le forze armate fuori dai confini nazionali
risale ai primi mesi del 2014 durante la crisi Ucraina.
CINA: schierata a ridosso delle coste siriana la portaerei
Liaoning ed un incrociatore lanciamissili. I cinesi non hanno ancora raggiunto
una capacità offensiva. Il vettore attraccato al porto di Tartus è ancora privo
della sua componente aerea, ma è stato messo a disposizione dei russi. Gli
aerei da guerra cinesi giungeranno in Siria entro la metà di novembre, in volo
attraverso l’Iran o trasportati dai cargo russi. I cinesi starebbero allestendo
una squadriglia di J-15, caccia multiruolo di quarta generazione, elicotteri antisom
Z-18F e da allerta precoce Z-18J. Pechino schiererà infine mille soldati.
IRAN: mille soldati appartenenti al Corpo delle Guardie
Rivoluzionarie per assistere gli Hezbollah a Zabadani La “cellula di
coordinamento militare” è stata creata a Baghdad da Russia, Iran, Iraq e
Siria pochi giorni fa.
Il comando di coordinamento congiunto appare come una
controparte della “War Room” allestita dagli USA in Giordania, a nord di Amman,
per coordinare le operazioni di Stati Uniti, Arabia, Qatar, Israele e Giordania
a sostegno dei ribelli siriani contro il governo di Assad. Due cellule rivali,
quindi, sono entrate in funzione: una a protezione dei ribelli a guida Usa e
l’altra a sostegno del regime di Assad a guida russa.
Israele si riserva il diritto di utilizzare le proprie forze
– ha affermato il ministro della Difesa Moshe Ya’alon – per impedire le
forniture di armi che raggiungono le organizzazioni terroristiche come
Hezbollah.
Le forze dell’alleanza a guida russa – concludono
dall’agenzia di intelligence DEBKA – stanno assumendo proporzioni nemmeno
immaginate da Israele e Stati Uniti.


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