Guardia di Finanza

Guardia di Finanza, proroga di sei mesi per Andrea De Gennaro: resterà comandante generale fino al 31 dicembre 2026

Il governo sceglie la continuità al vertice delle Fiamme Gialle

Il governo ha deciso di prorogare di altri sei mesi l’incarico di Andrea De Gennaro alla guida della Guardia di Finanza. La misura è contenuta in un emendamento al decreto Sicurezza e consente all’attuale comandante generale di restare in carica fino al 31 dicembre 2026.

La scelta arriva in un momento di stallo sulla nomina del successore e, secondo quanto riportato nel testo dell’emendamento, viene motivata anche dalle «esigenze connesse all’attuale straordinaria situazione geostrategica e di tensione internazionale».

Perché è stata decisa la proroga di De Gennaro

Alla base della decisione ci sarebbero dunque tempi stretti e l’assenza, al momento, di una soluzione condivisa sul nome del futuro comandante generale della Guardia di Finanza. In questo quadro, l’esecutivo ha scelto di rinviare il cambio al vertice, mantenendo De Gennaro alla guida del Corpo fino alla fine dell’anno.

Secondo le ricostruzioni riportate, il governo avrebbe informato il Quirinale, ottenendo il via libera alla proroga.

L’emendamento al decreto Sicurezza e il nodo della successione

L’intervento normativo è stato inserito attraverso un emendamento governativo al decreto Sicurezza. Sul piano politico e istituzionale, la scelta consente di evitare nell’immediato un confronto su una nomina considerata delicata.

La designazione del comandante generale della Guardia di Finanza passa infatti dal ministro dell’Economia, di concerto con il ministro della Difesa, per poi arrivare in Consiglio dei ministri. Si tratta quindi di un dossier che incrocia inevitabilmente anche gli equilibri interni alla maggioranza.

I due favoriti esclusi dalla corsa

La proroga fino al 31 dicembre produce anche un effetto diretto sulla futura successione. Con l’allungamento della permanenza di De Gennaro, Bruno Buratti, attuale vice comandante, e Fabrizio Cuneo, comandante interregionale dell’Italia centrale, risulterebbero infatti tagliati fuori dalla corsa.

Entrambi, secondo quanto riportato, andranno in pensione prima della fine del prossimo mandato e per questo non potrebbero essere scelti per la successione.

I nomi che emergono per il dopo De Gennaro

Guardando alla partita che potrebbe aprirsi a dicembre, tra i nomi ritenuti più accreditati vengono indicati quelli dei generali Vito Augelli e Leandro Cuzzocrea. Tra i possibili profili compare anche Francesco Greco.

Più defilata, invece, la posizione di Umberto Sirico, indicato come vicino all’asse Giorgetti-Crosetto ma finito nelle polemiche legate al caso Striano sugli accessi abusivi, con critiche arrivate in particolare dai deputati di maggioranza nella relazione della Commissione antimafia.

Una scelta che rinvia una decisione politicamente delicata

La proroga di De Gennaro ha anche un significato politico preciso: consente al governo di prendere tempo su una nomina complessa, evitando di aprire subito un nuovo fronte interno.

Tre anni fa, per arrivare alla scelta di Andrea De Gennaro, fu necessario un lungo lavoro di mediazione tra Giancarlo Giorgetti, Guido Crosetto e Palazzo Chigi, con il sottosegretario Alfredo Mantovano che avrebbe avuto un ruolo decisivo nel punto di caduta finale.

La scadenza slitta a fine anno

Con l’emendamento, la scadenza del mandato di Andrea De Gennaro viene quindi spostata alla fine del 2026. La decisione mantiene invariato l’assetto al vertice della Guardia di Finanza almeno per i prossimi mesi e rimanda a dicembre una scelta che resta aperta.

La partita per la successione, però, non si chiude: con il rinvio possono infatti cambiare equilibri politici, pesi interni al Corpo e scenari complessivi attorno alla futura nomina del comandante generale.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.