GLI “ESPERTI” DELLA DIFESA CERCANO “CONSULENTI ESPERTI” PER FARE QUELLO CHE DOVREBBERO FARE I MILITARI

(di Luca
Marco Comellini)  – La Difesa gestita dalla generalessa/ammiraglia e ministra Roberta Pinotti
non finisce di stupire. Grazie alla legge sulla trasparenza delle
pubbliche amministrazioni che obbliga alla pubblicazione degli atti è sempre più facile scovare delle
“singolarità” che, nonostante l’esiguità dell’esborso di denaro
pubblico – si tratta di 35.000
euro – rendono perfettamente l’idea di come nella Difesa esistano
ancora delle questioni che riescono a sfuggire al logica e al buon senso e non
riescono ad evitare di sollevare dubbi sulla legittimità e sulla necessità di
alcuni incarichi di collaborazione da affidare a personale esterno alla Difesa.

Lo scorso 22 luglio sul sito web del Segretariato Generale della Difesa / Direzione Nazionale degli
Armamenti (SGD/DNA) sono stati pubblicati gli avvisi di due
distinte procedure per l’affidamento di
incarichi di collaborazione
Il
primo
 per “la predisposizione di note e documenti e la partecipazione
a riunioni di lavoro in Italia e all’estero e attraverso consulenza sui casi di
invocazione dell’art. 346 del TFEU e assistenza nel monitoraggio della corretta
applicazione delle Direttive europee 2009/43 e 2009/81 nelle attività di
competenza del Ministero della Difesa.” (per soli 17.500 euri lordi); 
il
secondo 
per “la predisposizione di note e documenti e la
partecipazione a riunioni di lavoro in Italia e all’estero volte a rafforzare
la Cooperazione/Collaborazione bi-laterale con Paesi vari. In particolare, con
i Paesi dell’Estremo Oriente, quali Cina, Corea e Vietnam e con quelli del
Medio Oriente, quali Armenia, Azerbaijan, Kazakistan, Turkmenistan e
Uzbekistan.” (altri 17.500 euri).
Capisco che si tratta solo di
35.000 euri e che quindi nel mare magnum degli sprechi che caratterizzano
tutte le pubbliche amministrazioni una cifra del genere può anche apparire
irrisoria. Tuttavia, si tratta sempre dei soldi dei contribuenti e se andiamo a leggere cosa è e cosa
fa
 il Segretariato Generale della Difesa / Direzione Nazionale degli
armamenti ci rendiamo conto che cercare collaboratori per fare il lavoro che
espertissimi generali, colonnelli un notevole numero di militari e civili della
difesa sono già pagati per fare, mi sembra solamente il solito spreco all’italiana.
Inoltre, un aspetto piuttosto
singolare, sopratutto del secondo bando è
la consulenza specifica che è richiesta per determinati settori che dovrebbero
essere il pane quotidiano degli espertissimi generali e dirigenti che affollano
le scrivanie degli uffici di vertice della Difesa: “- analisi geopolitica e
relative considerazioni di carattere economico-finanziario con riflessi sullo
sviluppo e promozione di iniziative industriali nazionali; – rischi connessi ad
attività di acquisti nel campo
della Sicurezza e Difesa e relativi trasferimenti di materiali d’armamento;
– orientamento delle attività di scambio secondo linee guida in via di definizione; – messa a punto e applicazione
delle norme sugli acquisti nel settore della Sicurezza e Difesa e sui
trasferimenti; …”.
Il Segretariato, inoltre, sempre
con il secondo avviso, richiede specifiche consulenze per la “semplificazione
dei controlli sui trasferimenti di prodotti e tecnologie a beneficio delle
Forze Armate e dell’industria italiana” e per il “perseguimento dell’obiettivo di una riduzione
dei controlli sui trasferimenti tecnologici verso il nostro Paese.”.
Questo significa che se la difesa volesse acquisire particolari tecnologie o
armamenti potrebbero sfuggire o essere sottratti ai controlli imposti dalle vigenti norme e alla
pubblica informazione?
Per concludere, è quantomeno
singolare la procedura seguita dagli “esperti” del Segretariato per cercare altri “esperti”. Infatti
non si spiega come sia stato possibile far coincidere il termine per la
presentazione delle candidature (tramite RACCOMANDATA A|R), stabilito in 15
giorni a decorrere pubblicazione dell’avviso (22 luglio 2015) con la
conclusione del procedimento (6 agosto 2015) e disporre l’affidamento
dell’incarico abbia effetto già dal successivo 7 agosto 2015.
La trasparenza della Difesa per quanto riguarda le consulenze e le collaborazioni
esterne assegnate non è aggiornatissima, gli elenchi si fermano più o meno al
settembre dello scorso anno. Quindi almeno per ora non è possibile verificare
se i due collaboratori siano stati effettivamente scelti però, a voler pensare bene, non resta che
complimentarsi col generale di corpo d’armata Enzo Stefanini (Segretario Generale della
Difesa/DNA) perché è sicuramente un fatto eccezionale quando una
articolazione di una amministrazione pubblica, come lo è il Segretariato
Generale della Difesa, dimostra una singolare e insolita capacità e rapidità
consistente nell’essere in grado di valutare le domande presentate dai
candidati e quindi scegliere il/i vincitore/i a cui affidare l’incarico già
all’indomani dello scadere del termine dei 15 giorni fissato dai bandi per la
presentazione delle domande dei concorrenti e la contestuale conclusione del
procedimenti di selezione.

A quelli che possono aver pensato
a scelte anticipate rispetto alla pubblicazione dei bandi in questione ricordo
che a pensar male si fa peccato…….. 

FONTE

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