“Fondino fantasma”: firmato (finalmente) il decreto 2023, ma i pagamenti restano un miraggio
Un decreto atteso da un anno: firmato il Fondo per VQ e VQA 2023
Dopo mesi di silenzio e attese snervanti, è arrivata la firma sul decreto interministeriale relativo al Fondo di Valorizzazione 2023 per le qualifiche di Vice Questore Aggiunto (VQA), Vice Questore (VQ) e qualifiche equiparate delle Forze di Polizia. Un atto formale che sblocca, almeno sulla carta, un diritto economico dovuto da tempo al personale della Polizia di Stato e delle forze equiparate.
Il decreto, siglato il 3 luglio scorso, rappresenta un passo necessario, ma non ancora sufficiente, per l’effettiva erogazione degli emolumenti: si attende infatti il controllo di legittimità e regolarità contabile da parte degli organi competenti. Secondo fonti interne, la corresponsione potrebbe avvenire nel mese di agosto, salvo ulteriori ritardi.
Il paradosso temporale: nel 2025, si aspetta ancora il Fondino 2023 (e anche il 2024)
L’amara realtà è che, a luglio 2025, non solo il “Fondino” 2023 non è stato ancora pagato, ma non si ha alcuna notizia del Fondo 2024. Una situazione kafkiana che si ripete ogni anno, con ritardi cronici che alimentano il malcontento tra i dirigenti della Polizia.
Basti ricordare che il Fondino 2022 è stato liquidato solo a novembre 2024, ben due anni dopo la sua maturazione. Un’anomalia che rischia di diventare la norma, mortificando il principio stesso di valorizzazione delle carriere.
Una storia di ritardi sistemici: è tempo di voltare pagina
La questione non è nuova. Il ritardo strutturale nella liquidazione del Fondino è una ferita aperta per l’intero comparto sicurezza. Non si tratta solo di stipendi: è una questione di riconoscimento professionale, di rispetto istituzionale e di credibilità dello Stato verso i suoi servitori.
Il meccanismo di approvazione e pagamento va riformato, rendendolo trasparente e prevedibile, come più volte sollecitato anche da rappresentanze sindacali e organismi interni. Il personale in divisa non può più essere ostaggio della burocrazia.
Un segnale c’è, ma non basta più
La firma del decreto 2023 è un segnale positivo, ma tardivo, che rischia di arrivare in ritardo anche stavolta sui conti correnti dei destinatari. Una volta superato il vaglio contabile, si spera in una liquidazione ad agosto, ma senza certezze.
Nel frattempo, il Fondino 2024 resta nel limbo, confermando che la questione non è più contingente, ma sistemica. Per chi ogni giorno garantisce sicurezza al Paese, non è più tollerabile che si debba lottare anche per ciò che è già dovuto.
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