FINANZIERE NON PAGA L’IDRAULICO. PARTE IL PROCESSO PER CONCUSSIONE. LA VITTIMA PIANGE IN AULA: “MI TERRORIZZAVA”

(di Stefano Pagliarini per Ancona Today) – Al via il processo che vede imputato un militare della Guardia di Finanza accusato di concussione. Non avrebbe pagato il conto di un idraulico facendo pressioni e minacciandolo di fargli passare dei guai se si fosse lamentato. Proprio giovedì mattina di fronte al collegio del tribunale di Ancona sono saliti sul banco i primi testimoni. Prima un Maresciallo della Guardia di Finanza dorica che aveva condotto le indagini a carico del suo collega e poi proprio la parte offesa. L’idraulico 38enne che, durante la deposizione, è scoppiato a piangere ripercorrendo le angherie che avrebbe subito: «Avevo il terrore di quel finanziere, mi aveva detto che se mi fossi ribellato mi sarebbe venuto a trovare anche al lavoro e avevo paura di ritrovarmelo ovunque». 

I FATTI. Risalgono al 2013 quando, secondo le accuse, l’idraulico, rappresentato parte civile dall’avvocato Laura Versace (in foto) era stato incaricato dal militare di effettuare alcuni lavori interni alla sua casa di Senigallia. Dopo aver sistemato i canali del bagno e dei termosifoni, il 38enne ha presentato la ricevuta di un acconto di 500 euro. A quel punto il cliente avrebbe detto all’idraulico che la fattura non era regolare e che non ci pensava nemmeno a dargli altri soldi. Gli avrebbe detto di appartenere alla Finanza e che si sarebbe dovuto accontentare se avesse voluto evitare qualche controllo fiscale alla sua ditta. «Se insisti ci penso io a te» gli diceva il militare che, nel contempo, gli ricordava alcuni fatti personali come la città dove era nato, la sua residenza e la sede della sua ditta. Elementi confermati dall’idraulico, ormai consapevole che il militare si era già informato su di lui per fargli pressione e dargli ad intendere che faceva sul serio. Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Giorgio Canali, non ci sarebbe mai stato alcun rapporto di lavoro tra il finanziere e l’idraulico e in realtà i lavori sarebbero stati effettuati dal collega della presunta vittima, un muratore rumeno che nel frattempo sarebbe tornato in patria. Dunque per la difesa non solo l’imputato non ha mai fato alcuna pressione su nessuno e mai si sarebbe azzardato ad un atteggiamento del genere, ma non dovrebbe un euro all’idraulico perché quest’ultimo non avrebbe mai fatto i lavori in questione.

Eppure contatti tra l’idraulico e il militare accusato di concussione ci sarebbero stati per gli investigatori perché proprio il maresciallo chiamato a testimoniare, ha spiegato come dai tabulati telefonici risultino contatti tra i due, in cui i telefoni hanno agganciando celle di Senigallia. I due si sarebbero conosciuti tramite il muratore rumeno, che poi si è scoperto essere non solo pluripregiudicato e destinatario di un ordine di esecuzione carceraria. Peccato che nel frattempo proprio questo rumeno sarebbe diventato irrintracciabile al numero di cellulare che, ormai 2 anni fa, la parte lesa aveva fornito agli inquirenti. Con ogni probabilità un teste tornato in Romania e che difficilmente si presenterà alla prossima udienza del 14 luglio.