Esteri

“Europa senza USA? Solo un’illusione”: il segretario della Nato Rutte gela Bruxelles e difende Trump sull’Artico

 

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha difeso il principio secondo cui l’Europa sarebbe incapace di difendersi senza l’aiuto degli Stati Uniti, in un confronto con gli eurodeputati delle commissioni per la Sicurezza e la Difesa (SEDE) e per gli Affari esteri (AFET). “Se qualcuno pensa che l’Unione Europea, o l’Europa nel suo complesso, possa difendersi senza gli Stati Uniti, può anche solo sognarlo. Non potete farcela. Non possiamo farcela. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro”, ha affermato con fermezza l’ex premier olandese rispondendo alle domande degli eurodeputati al Parlamento europeo di Bruxelles lo scorso 26 gennaio.

“Innanzitutto, perché gli Stati Uniti hanno bisogno della NATO. Sono nella NATO anche perché, per essere sicuri, (…) hanno bisogno di un’Europa sicura. Quindi gli Stati Uniti hanno lo stesso interesse nella NATO del Canada e dei suoi alleati europei”, ha sottolineato Rutte che ricopre l’incarico di segretario generale dell’Alleanza atlantica dal primo ottobre 2024.

A suo avviso, il “pilastro europeo della NATO” è al momento in gran parte una frase vuota. “Capisco che l’idea sia che ogni Paese abbia una forza di difesa europea dedicata. Ma penso che ciò si tradurrebbe in una significativa duplicazione degli sforzi” con la NATO, ha ammesso Rutte.

“Se è questo che state progettando, vi auguro buona fortuna, perché dovrete trovare dei soldati e tutto diventerà solo più complicato”, ha poi aggiunto Rutte, osservando che, come le divisioni interne all’Alleanza atlantica rappresentino “acqua” per il mulino del presidente russo Vladimir Putin. “Quindi pensateci bene”, ha dichiarato.

Secondo Rutte, nel caso in cui l’Europa volesse sviluppare autonomamente le proprie capacità difensive, i Paesi UE dovrebbero aumentare la spesa per la difesa in modo significativo, superando l’attuale soglia minima del 5% del PIL.

“Dovrete sviluppare capacità nucleari, e questo costerà miliardi di euro. E in tal caso perderete il garante della nostra libertà, l’ombrello nucleare degli Stati Uniti. Quindi buona fortuna”, ha scherzato.

Secondo Rutte, i paesi dell’UE dovrebbero rafforzare la propria difesa e assumersi maggiori responsabilità in merito, ma all’interno della NATO e non al di fuori delle sue strutture.

“È giusto e appropriato che l’Europa e il Canada si assumano una maggiore responsabilità per la propria sicurezza, ed è positivo che lo stiano facendo”, ha sottolineato il segretario generale della NATO. Secondo lui, “una difesa europea più forte è fondamentale” per l’Alleanza.

Rutte ha accolto con favore le azioni dell’UE a sostegno di un aumento significativo degli investimenti e della capacità industriale nel settore della difesa.

Ha inoltre sottolineato che le azioni della NATO e dell’Unione Europea nel settore della difesa devono completarsi a vicenda, ricordando che il contributo e le capacità degli alleati NATO non appartenenti all’UE sono essenziali per la difesa collettiva.

Come ricorda in questo articolo Euractiv Poland, negli ultimi mesi, tra gli altri, il ministro della Difesa spagnolo José Manuel Albares e il commissario europeo per la Difesa Andrius Kubilius hanno avanzato proposte per creare una nuova forza armata europea al di fuori degli attuali gruppi tattici dell’UE .

Tuttavia, Rutte ha sottolineato il valore di una stretta cooperazione tra la NATO e l’Unione Europea, sia per migliorare la mobilità militare, sia per rafforzare l’industria della difesa, sia per fornire all’Ucraina il supporto necessario per difendersi oggi e costruire un futuro sicuro e prospero.

“Siamo pratici, siamo realisti quando si tratta della nostra sicurezza. Dobbiamo sfruttare i nostri punti di forza reciproci. (…) Questo è l’unico modo in cui possiamo rendere l’Europa sicura”, ha concluso.

Per Rutte Trump ha ragione sull’Artico

Il dialogo tra Rutte e gli eurodeputati è giunto al termine di un periodo di particolare tensione nelle relazioni transatlantiche a causa della pretesa del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ottenere la Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, per ragioni di sicurezza nazionale.

Le tensioni hanno raggiunto il culmine la scorsa settimana durante il World Economic Forum (WEF) di Davos, quando Trump, poco prima di recarsi sulle Alpi svizzere, ha minacciato di imporre dazi ai Paesi NATO che avevano aderito alle esercitazioni “Arctic Endurance” organizzata dalla Danimarca, lasciando aperta anche la porta a un’eventuale azione di forza. Non solo, per rincarare la dose, il tycoon ha postato sul suo social network Truth alcune immagini generate con l’intelligenza artificiale che lo ritraevano insieme ad altri membri della sua amministrazione prendere possesso dell’isola situata nel cuore dell’Artico.

Le tensioni sono state poi disinnescate dall’annuncio di un accordo mediato proprio dal segretario della NATO, Mark Rutte, in cui gli Stati Uniti avrebbero ricevuto garanzie di mantenere interessi americani nell’Artico. La posizione di Rutte è stata inizialmente fortemente criticata per avviato una negoziazione che riguardava non solo questioni di difesa e sicurezza, ma anche di sovranità.

Secondo il Copenhagen Post, Rutte ha precisato agli eurodeputati di non avere alcun mandato da parte della Danimarca o della Groenlandia per condurre negoziati sullo status della Groenlandia, un punto centrale nel dibattito sulla politica estera danese. Rutte ha precisato di di non aver sollevato la questione della sovranità danese sulla Groenlandia nei suoi colloqui con Trump.

Altrove nel colloquio con gli eurodeputati, Rutte ha sostenuto che il presidente americano resta impegnato nelle attività della NATO nonostante la disputa in corso sull’adesione della Groenlandia.

Ha elogiato Trump per aver collaborato con il suo team – il genero Jared Kushner, l’inviato speciale Steve Witkoff e il Segretario di Stato Mark Rubio – per “porre fine allo spargimento di sangue” sul fronte ucraino.

“Per quanto riguarda il presidente Trump, lo difenderò solo per infastidirvi un po’”, ha scherzato, aggiungendo seriamente di credere che Trump “meriti questa difesa”. Ha citato come esempio il fatto che il presidente americano aveva già sottolineato la necessità di rafforzare le difese nella regione artica durante il suo precedente mandato.

“E dopo essere tornato fa la stessa cosa. E penso che abbia ragione”, ha sottolineato.

 

Andrea Valenti – Analista di sicurezza e informazione strategica
Analista di sicurezza e informazione strategica

Andrea Valenti

Andrea Valenti è un analista indipendente specializzato in difesa, sicurezza nazionale, geopolitica e informazione strategica. Su InfoDifesa.it cura contenuti basati su fonti verificate e analisi contestualizzate, con particolare attenzione alla resilienza informativa e ai temi di sicurezza globale.

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