Polizia

Espulsa dalla Polizia tre anni fa per un tatuaggio, chiede aiuto a Giorgia Meloni: “Nel 2020 espresse vicinanza al mio caso, ora può agire”

Arianna Virgolino, l’ex poliziotta per la Stradale di Guardamiglio (Lodi) 34enne espulsa il 7 novembre 2019 per un un tatuaggio sul polso, torna a farsi sentire. Questa volta si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con un appello affinché l’aiuti a far riprendere la sua divisa: «Le chiedo di aiutarmi, di ascoltare le mie parole, di riprendere in mano la mia vicenda. Sono vittima di un’ingiustizia, una vicenda che ha stravolto la mia vita e quella della mia famiglia. Ho sempre dimostrato di essere un poliziotto valido, in grado di fare al meglio il proprio lavoro». La scelta di scrivere alla premier non è casuale. Ad agosto 2020 Meloni fece un post su Facebook raccontando la storia di Virgolino: «Lascia di stucco. Un poliziotto dovrebbe essere giudicato per le sue capacità professionali, per l’abnegazione e lo spirito di servizio: tutte doti che la giovane agente ha dimostrato di avere. Forza Arianna, siamo con te», aveva scritto. «Per questo – spiega oggi l’ex agente al Corriere della Sera – ho deciso di riprendere le parole del presidente del Consiglio. Aveva preso a cuore tutto quello che mi era accaduto. Ora, come capo del Governo, può agire e provare a risolvere la mia vicenda».

I fatti all’epoca

All’epoca dei fatti il caso era entrato al centro delle cronache, tanto da finire in dibattimenti politici. Il Movimento 5 Stelle si era mobilitato e aveva presentato un disegno di legge per eliminare dal regolamento della Polizia di Stato la normativa che vieta la presenza di tatuaggi su parti del corpo visibili con la divisa. La storia della 34enne colpì particolarmente per la sentenza del Consiglio di Stato che definì quella coroncina che si tatuò per festeggiare i 18 anni – e che in realtà era solo una cicatrice perché se lo era fatto togliere prima del concorso da poliziotta – un danno all’immagine della Polizia di Stato. Oggi Virgolino lavora come receptionist di un hotel a Castelnuovo del Garda (Verona), ma non riesce a darsi pace per essere stata espulsa da quello che per lei era il lavoro dei sogni.

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