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Decreto Sicurezza, via libera definitivo dal Senato: introdotti 14 nuovi reati e 9 aggravanti. Tutte le novità

Approvato il testo finale del provvedimento in materia di ordine pubblico, giustizia e sicurezza. Diverse le misure al centro del dibattito pubblico.


Approvazione definitiva al Senato

Con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un astenuto, il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Sicurezza, convertendolo in legge a pochi giorni dalla scadenza prevista (10 giugno). Il testo, composto da 39 articoli, ricalca ampiamente il disegno di legge presentato nel 2023, successivamente modificato anche in seguito ai rilievi espressi dal Quirinale. Dodici gli articoli rivisitati. Il provvedimento contiene 14 nuove fattispecie di reato, 9 nuove aggravanti e un ampio ventaglio di misure in materia penale, penitenziaria e di tutela delle forze dell’ordine.


Nuovo reato per l’occupazione abusiva di immobili

Tra le novità principali, l’introduzione del reato di “occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui”, punito con reclusione da 2 a 7 anni. È inoltre prevista la possibilità per la polizia giudiziaria di disporre il rilascio immediato dell’immobile occupato, anche senza provvedimento del giudice, qualora si tratti di un’occupazione illegittima.


Blocco stradale: da illecito amministrativo a reato

Diventa penalmente rilevante il blocco stradale o ferroviario, anche se attuato in forma non violenta. È prevista reclusione fino a un mese se l’azione è compiuta da un singolo, da sei mesi a due anni se posta in essere da più persone. La norma è stata oggetto di critiche da parte delle opposizioni, che l’hanno ribattezzata “anti-Gandhi”.


Detenute madri: cambia il regime del rinvio pena

Riformulata la disciplina sul rinvio dell’esecuzione della pena per le madri detenute: la misura, finora obbligatoria, diventa facoltativa per le donne incinte o con figli di età inferiore ai tre anni. Resta la possibilità di scontare la pena presso gli ICAM (Istituti a custodia attenuata per detenute madri). Il decreto introduce anche incentivi all’apprendistato per i detenuti e semplificazioni per il lavoro esterno.


Obbligo di identificazione per le SIM intestate a cittadini stranieri

Una delle norme riviste dopo i rilievi del Colle riguarda la vendita di schede telefoniche a cittadini stranieri: non sarà più necessario esibire il permesso di soggiorno, ma basterà un documento di identità valido. I titolari di esercizi commerciali che non rispettano gli obblighi di identificazione rischiano la sospensione dell’attività da 5 a 30 giorni.


Reati legati a rivolte nei Cpr e nelle carceri

Il decreto introduce il reato di rivolta in carcere, punito con reclusione da 1 a 5 anni, anche in assenza di violenza fisica. Viene punita anche la resistenza passiva che ostacoli l’attività degli operatori penitenziari. È inoltre prevista un’aggravante per il reato di istigazione a disobbedire alle leggi, se commesso all’interno di istituti detentivi o tramite comunicazioni rivolte a persone detenute. Pene fino a 18 anni nei casi più gravi di rivolte nei centri di permanenza per i rimpatri.


Cannabis light: vietata la vendita delle infiorescenze

Il decreto chiarisce che la coltivazione della canapa è ammessa solo per usi industriali previsti dalla legge 242/2016, escludendo qualsiasi interpretazione estensiva. La compravendita di infiorescenze, anche con un contenuto minimo di THC, viene ora equiparata alla vendita di sostanze stupefacenti ai sensi del Testo Unico in materia.


Bodycam e videosorveglianza: investimenti e linee guida

Il provvedimento autorizza, seppure senza obbligo generalizzato, l’uso delle bodycam per gli agenti impegnati in attività di ordine pubblico, sicurezza ferroviaria, controllo del territorio o vigilanza di siti sensibili. Lo Stato ha stanziato oltre 20 milioni di euro in tre anni. Previsto anche un maggiore utilizzo della videosorveglianza nei luoghi di detenzione.


Nuove aggravanti per proteste contro opere pubbliche

Il decreto introduce un’aggravante per la violenza o minaccia a pubblico ufficiale finalizzata a impedire la realizzazione di opere pubbliche strategiche. La norma è stata soprannominata dalle opposizioni “no-Tav” e “no-Ponte”.


Maggiore tutela legale per le forze dell’ordine

Previsto un raddoppio del tetto massimo per le spese legali sostenute da appartenenti a forze dell’ordine, forze armate e agenti di sicurezza indagati per fatti di servizio: si arriva fino a 10.000 euro a partire dal 2025. Viene anche rafforzata la tutela penale, con aumenti delle pene per reati come resistenza, violenza o lesioni a pubblico ufficiale.


Reati legati al terrorismo: introdotte nuove ipotesi

Il decreto estende la punibilità per detenzione e diffusione di materiale contenente istruzioni per compiere atti terroristici, comprese sostanze esplosive o tossiche. Viene inoltre previsto il reato di organizzazione e direzione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o eversive.


Truffe agli anziani e accattonaggio: pene inasprite

Le truffe ai danni degli anziani saranno punite con la reclusione da 2 a 6 anni e multe fino a 3.000 euro, grazie all’introduzione di un’aggravante specifica. Stessa linea per l’accattonaggio con impiego di minori, che potrà essere punito con fino a 5 anni di carcere. Rafforzati anche gli strumenti per l’arresto in flagranza nei casi di truffa e abuso della condizione di vulnerabilità.


Sicurezza nei trasporti pubblici e manifestazioni

Viene istituita una nuova aggravante per i reati commessi in stazioni ferroviarie, metropolitane e loro adiacenze, oltre che durante manifestazioni pubbliche. Si estende il Daspo urbano anche a chi sia stato denunciato o condannato, anche in assenza di sentenza definitiva, per reati contro la persona o il patrimonio. Introdotta inoltre la flagranza differita per lesioni gravi o gravissime a pubblici ufficiali durante le manifestazioni.

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