CUCCHI, IL MARESCIALLO INDAGATO “INFAGATI CARABINIERI INNOCENTI”

«L’attacco all’Arma è sotto gli occhi di tutti». Inizia così il post su Facebook del maresciallo Roberto Mandolini, accusato con un altro carabiniere, Roberto Tedesco, di falso in atto pubblico in relazione al verbale di arresto di Stefano Cucchi .

Se per la procura il geometra è deceduto a causa delle botte che gli avrebbero dato tre militari (oltre Tedesco, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro), il sottufficiale sostiene invece che «innumerevoli perizie» hanno stabilito «con assoluta certezza che non ci sono state lesioni di alcun tipo che ne abbiano potuto procurare la morte».

Perciò quella dei magistrati sarebbe un’operazione poco limpida: «Vengono cambiati i capi d’imputazione per non incorrere nella prescrizione – continua Mandolini – e mandano a processo dei carabinieri innocenti, dei padri di famiglia, dei servitori dello Stato, solo per infangarli».

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