CONTRATTO AL VIA: BASTA STRAORDINARIO “SOTTOPAGATO” O GRATIS!

Al via le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro 2016/2018, anche se quello del prossimo 25 luglio sarà un incontro interlocutorio, poco più di un saluto ed un “arrivederci” a settembre.

Capitolo risorse. Al momento la “quota” di pertinenza del comparto dovrebbe (il condizionale è d’obbligo almeno sino a che Governo e RGS non scopriranno le carte) ammontare a circa 280 milioni di euro. E’ evidente che per raggiungere i famosi 85 lordi medi a regime ne servono più o meno altrettanti!

C’è da considerare però anche anzi soprattutto la parte normativa. Se è infatti vero che la parte economica è ferma al 2009 è altrettanto vero che la parte normativa dei contratti del comparto è ferma da decenni!

Basta leggere i contratti dal 2002 in poi per notare come si siano progressivamente avvicinati sempre più meri aggiornamenti economici. Così come il sistema di relazioni sindacali è fermo al d.lgs. n. 195/1995, la normativa della rappresentanza militare è ferma al 1978 e quella del mondo sindacale di polizia al 1981! Un’immobilità che ha reso l’interosistema di relazioni sindacali del comparto del tutto inadeguato,sminuendo la centralità della contrattazione/concertazione e con essa il ruolo delle Rappresentanze (militari ma anche civili).  E’ anche di questo, e non solo di euro, che si dovrebbe ragionare se si vuole evitare di tornare progressivamente a prima del 1981 (militarizzazione C.F.S. “docet”).

Facciamo un esempio, forse quello più emblematico: lo straordinario. Ad oggi:

  • per il personale contrattualizzato[1] un’ora di lavoro straordinario è pagata meno di un’ora ordinaria; circostanza irragionevole ed un “tantinello” incostituzionale derivata dal congelamento della retribuzione per straordinario inopinatamente prevista dal contratto 2002/2005 d.p.r. 164/2002[2]; tanto per fare un esempio per un Maresciallo Capo par. 128 la retribuzione media oraria ordinaria è pari a 13,37 euro[3], la retribuzione per straordinario è pari a 13,24 euro, quando invece doveva (e dovrebbe) essere almeno 13,37 + il 15%= 15,38 euro;
  • si possono, di fatto, disporre e prestare ore di straordinario senza limiti (se non quelli del buon senso); c’è gente (in particolare nel ruolo Ufficiali e nell’ambito operativo) che fa sistematicamente anche 40/60 ore ed oltre di straordinario al mese consecutivamente per anni!;
  • non tutte le ore vengono pagate e delle ore c.d. “tagliate” solo una parte viene recuperata, in quanto il c.d. recupero compensativo è, di fatto, rinunciabile… “basta” non presentare domanda.

Inoltre:

  • la voce “straordinario” nel 2015[4] ammonta a 848.326 milioni di euro rispetto ad un totale di 12.201,747 milioni di euro, rappresentando il 6,95% della retribuzione complessiva del comparto sicurezza, mentre per tutti gli altri comparti è abbondantemente sotto al 3%;
  • la situazione del 2015 non è un’anomalia dovuta a particolari contingenze, ma si protrae da anni[5]: 2014: straordinario 803.080 mln di euro su 11.899.353 mln di euro complessivi, pari al 6.75%; 2013: straordinario 769.845 mln di euro su 12.006.817 mln complessivi, pari al 6,41%; 2012: straordinario 771.696 mln di euro su 12.197.270 mln di euro complessivi, pari al 6.33%; 2011: straordinario 820.540 mln di euro su 12.799.791 mln di euro complessivi, pari al 6,41%; 2010: straordinario 748.649 mln di euro su 12.134.514 mln di euro complessivi, pari al 6.17%.

Una così straordinaria e consolidata dimensione dello straordinario, solo in parte giustificata dalla specificità servizio di polizia, rappresenta un indice di inefficienza o quanto meno di mancanza di soluzioni strutturali; in altri termini ben sintetizza la situazione di emergenza continua in cui operano le Forze di Polizia.

Di fatto, il personale ha coperto e copre più servizi (più ore) con una retribuzione “sottostimata” (straordinario retribuito del personale non dirigente) addirittura “gratis” (straordinario tagliato non retribuito e non recuperato), supplendo di tasca propria anche alla riduzione degli organici ed alle emergenze terrorismo, immigrazione e calamità naturali.

Una situazione quanto meno anomala che sostanzia un significativo annacquamento/aggiramento di una delle più importanti conquiste della legge n. 121: l’orario di servizio.

In questo senso, è assolutamente necessario che nel prossimo contratto, anche alla luce dello sblocco del turn-over e del riordino[6], si preveda:

  • tornare al meccanismo di definizione della retribuzione del lavoro straordinario come maggiorazione della retribuzione ordinaria (almeno 15% ordinario, 30% festivo o notturno, 50% notturno e festivo); in questo senso non c’è bisogno di intaccare le risorse contrattuali: se il Governo intende mantenere gli stessi servizi (in ore) deve mettere le risorse extra contratto! Oppure chiedere/imporre alle Amministrazioni di gestire meglio questo strumento (nello straordinario c’è una parte di “grasso” e spesa improduttiva);
  • un limite medio[7] massimo individuale annuale alla prestazione dello straordinario;
  • l’irrinunciabilità alla retribuzione ed anche al riposo compensativole ore di straordinario prestate vanno pagate o (in subordine e solo residualmente, magari attraverso il meccanismo della c.d. banca ore già in uso altri comparti) recuperate, punto!

E’ infine altrettanto urgente ed opportuno intervenire anche sui criteri di distribuzione/assegnazione del monte ore straordinario, legando oggettivamente e tassativamente (con trasparenza e magari con l’utilizzo di specifici software[8]) la stessa a parametri oggettivi e coerenti con la ratio dello straordinario (eccezionalità e reale esigenza): obiettivi, tipologia di servizio (potenziali emergenze e difficoltà di pianificazione), vacanze organiche (meno personale più straordinario), ecc..

Gianluca Taccalozzi – Delegato Co.Ce.R. Guardia di Finanza per Ficiesse


[1] Per il personale dirigente, infatti, la retribuzione dello straordinario, che già di per sé rappresenta un’anomalia che sarebbe il caso di superare, non è stata soggetta a congelamento ed ha seguito e segue l’adeguamento automatico della retribuzione fissa.

[2] Superamento del meccanismo automatico di aggiornamento previsto dall’art. 5 del d.p.r. 150/1987.

[3] Stipendio tabellare mensile + rateo tredicesima/156;

[4] Fonte Conto Annuale RGS.

[5] Fonte Conto Annuale RGS.

[6] L’aumento della retribuzione tabellare parametrale prevista dal riordino determina un’ulteriore e sensibile crescita retribuzione media ordinaria, mentre la retribuzione per straordinario rischia di rimanere “congelata”.

[7] E’ ammissibile il superamento di un certo numero di ore di straordinario per un periodo limitato, non sistematicamente per anni.

[8] Il metodo di distribuzione utilizzato dalla GdF per lo straordinario c.d. di potenziamento rappresenta un esempio.

 

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