Carabinieri

Comandante dei carabinieri di Bibbiena sospettato di pedopornografia. Il pm archivia il caso

Bibbiena – Si conclude con una richiesta di archiviazione il caso che negli ultimi mesi ha visto coinvolto Giuseppe Barbato, comandante della compagnia dei carabinieri di Bibbiena, accusato ingiustamente di detenzione di materiale pedopornografico.

L’incubo inizia con l’avviso di garanzia

Tutto era iniziato il 6 ottobre 2022, quando il comandante Barbato aveva ricevuto un pesante avviso di garanzia in seguito a delle segnalazioni fatte da Google relative alla presenza di file pedopornografici in alcuni suoi account online.

Da quel momento, nonostante la totale estraneità ai fatti, Barbato era stato additato da molti come un “mostro”, con famiglie e amici della zona che avevano preso le distanze da lui e dalle sue figlie.

Nessun materiale illegale trovato nei dispositivi

A distanza di mesi però, lo scorso febbraio, è arrivata la svolta in questa intricata vicenda: il Pubblico Ministero, non avendo rinvenuto alcun materiale illegale nei dispositivi sequestrati al comandante, ha presentato richiesta di archiviazione, scagionando di fatto Barbato.

“Una richiesta che dimostra chiaramente l’innocenza del mio assistito” ha commentato l’avvocato Fabio Appiano, legale del comandante.

Le accuse erano nate in seguito ad una segnalazione a livello centrale di Google, che indicava la presenza di materiale pedopornografico su due account riferibili al militare.

Gli immediati accertamenti della Polizia Postale di Firenze però non avevano fatto emergere alcunché. Anche le successive analisi forensi approfondite dei dispositivi avevano dato esito negativo. “L’ipotesi che possiamo fare è che materiale inerente le indagini svolte da Barbato siano passate sul suo account. Tra il 2019 al 2022 il comandante ha condotto attività in questo settore. Alcuni file analizzati, avendo sul dispositivo più account, potrebbero essersi sincronizzati nell’account di Google – spiega l’avvocato. Quindi il fatto che il materiale possa essere stato rinvenuto sui suoi account sarebbe legato a vicende di natura strettamente professionale”

“Nel frattempo Barbato non è mai stato sospeso, gli è stato consigliato di prendere dei giorni di malattia. Quel periodo si è allungato perché gli hanno trovato un melanoma, il secondo in due anni” continua il legale.

“E’ stato un periodo durissimo per lui; una sofferenza alimentata da una frettolosa ricostruzione fatta all’epoca dalla stampa, in cui vennero mosse accuse infondate. Ora, nonostante la legge si sia espressa, a Barbato è stato proposto un incarico in un’altra regione. E questo si legge nella comunicazione inviatagli a prescindere dalle valutazioni dell’autorità giudiziaria in quanto si sarebbe incrinato un rapporto fiducia. Una motivazione che appare quantomai carente e che bisognerà rivalutare in sede amministrativa” continua a spiegare il suo difensore. “Adesso – si augura l’avvocato Appiano – spero che il 2 giugno al comandante Barbato venga consegnato il diploma relativo all’onoreficenza di cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana, di cui risulta insignito da un anno”.

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