Carabinieri, tra etilometri prestati dai vigili e militari da altre stazioni per aprire la tenenza, lo «Stato» dell’Arma

Nel calendario 2020 dell’Arma sono «eroi del quotidiano». Che prestigio e protezione trasmettono i carabinieri quando affiancano le visite istituzionali. Ovunque, suscitano un senso di appartenenza allo Stato. È lo Stato che non ha molto il senso dei carabinieri. Un appuntato muore sulla strada mentre è in servizio, per lo Stato, e la Presidenza del consiglio dei ministri, su parere dell’avvocatura, non autorizza l’Arma a costituirsi parte civile. Mancano avvocati per star dietro a tutto, come se la morte di un uomo che indossava quella nobile divisa fosse tanto (anzi meno) importante di un ricorso al Tar.

Leggi anche Carabiniere ucciso. L’Arma parte civile? Lo Stato dice no “Siamo pochi

Leggi anche Offendere i carabinieri non è reato se non ci sono altre persone presenti

Quante bandierine ha messo la politica sulla tenenza di Zingonia (ben venga, certo), ma poi per tenerla aperta 24 ore su 24 i cinque carabinieri in più erano stati presi da altre stazioni. I carabinieri devono pure farsi prestare gli etilometri dai vigili. Non che sia il male dei mali con un organico già tornato sotto di 130 militari, perché una trentina andata in pensione ha annullato i rinforzi. Non che si voglia sminuire la polizia locale. Ma è un paradosso che i Comuni, sempre alle prese con i conti da far tornare, abbiano le macchinette e l’Arma le abbia risicate per ogni compagnia. Bene, che i sindaci le prestino. Sempre risorse dello Stato sono, si consola il comandante provinciale dei carabinieri. Che altro potrebbe dire? Nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si programmano più controlli anti stragi nei fine settimana e lui deve far funzionare la sua famiglia.

Ma è un po’ come se papà, mamma e figli facessero la passeggiata della domenica sul Sentierone, tutti tirati a lucido, però con le suole delle scarpe consumate. O come se, parlando appunto di nobiltà, per andare a un ricevimento il principe chiedesse in prestito la carrozza a un barone. Un conto sono gli annunci, un conto è la realtà. Un conto sono i programmi decisi a tavolino, un conto è stare poi in trincea. Non saranno semplici, ma le soluzioni ci saranno. Si buttano al vento tante risorse, ma poi non si trovano per i carabinieri? Tanto loro sulle strade ci devono andare, con o senza strumenti, con o senza rinforzi. Che almeno si abbia il pudore di maneggiare con cura quella parola che tanto piace a tutte le longitudini politiche: sicurezza.

Redazione articolo a cura di Giuliana Ubbiali per il Corriere di Bergamo

Commenti Facebook

Lascia un commento

error: Content is protected !!