CARABINIERI, DEL SETTE VERSO L’ADDIO: NO ALLA PROROGA

(di Valentina Errante) – La modifica al codice dell’ordinamento militare del 2010passa tra le pieghe del decreto fiscale approvato ieri in consiglio dei ministri. Con una conseguenza immediata e automatica: la proroga di un anno (fino al 2018) del generale Giorgio Foschi a capo della Guardia di Finanza. La formula sibillina,ordinaria per tutte le modifiche di legge, determina anche un’altra conseguenza:il beneficio non riguarderà il generale Tullio Del Sette,numero uno dell’Arma,indagato dalla procura di Roma per la vicenda Consip e in scadenza il prossimo gennaio. La modifica, infatti, interesserà soltanto i comandanti generali che non siano già stati prorogati nell’incarico più prestigioso, escludendo così Del Sette, al quale era stata rinnovata la fiducia del governo alla fine dello scorso anno.

Era il 29 aprile 2016, quando l’allora premier Matteo Renzi, in conferenza stampa, annunciava le nuove nomine e assicurava, a mo’ di spot, che gli incarichi dei vertici delle forze dell’ordine e militari sarebbero durati due anni e rinnovate dal nuovo governo. Adesso, alla vigilia delle elezioni, arriva la proroga. La volontà di prorogare l’incarico a Toschi, ex comandante della Regione Toscana, voluto a capo della Guardia di Finanza personalmente dall’expremier Matteo Renzi, tra le polemiche, era nelle intenzioni del governo da tempo. Opposta la tendenza per Del Sette, indagato nell’inchiesta Consip con l’ipotesi di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento, con l’accusa di avere informato, indirettamente, l’ex ad della centrale di acquisto della pubblica amministrazione, Luigi Marroni, delle indagini e delle intercettazioni in corso da parte della procura di Napoli. Accusa analoga a quella formulata nei confronti del ministro allo Sport Luca Lotti.

Un’indagine che imbarazza il governo. La formula, generale, basata sul criterio di una precedente proroga, riguarderà così anche altri comandanti,come il capo di stato maggiore della Marina militare, Valter Girardelli e il capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, Enzo Vecciarelli. Escludendo, insieme a Del Sette, anche il capo di stato maggiore dell’Esercito Danilo Errico. L’articolo 3 del decreto porta il titolo di «Durata del mandato dei vertici militari». Si legge nel testo approvato: «All’articolo 1094, comma 3, del decreto legislativo 15 marzo 2010 numero 66, le parole“durano in carica non meno di due anni” sono sostituite dalle seguenti “durano in carica tre anni senza possibilità di proroga o rinnovo”».

Il comma 3 definisce meglio le circostanze che riguarderanno esclusivamente Toschi e non Del Sette: «Il mandato del comandante generale ha una durata pari a tre anni e non è prorogabile né rinnovabile. Il comandante generale, qualora nel corso del triennio debba cessare dal servizio permanente effettivo per raggiungimento dei limiti di età, è richiamato fino al termine del mandato». E infine: «In fase di prima attuazione, i mandati in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente articolo, se di durata inferiore a tre anni comprese le proroghe, sono estesi fino alla durata di tre anni complessivi. Restano fermi i mandati in corso di durata pari o superiore a tre anni comprese proroghe». (Il Mattino)

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