CAPO DELLA POLIZIA STANCO DELLO “SCARICABARILE”, RISCRIVE LE REGOLE DELLE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE

(di Alberto Custodero) – Dopo lo scaricabarile tra sindaca, questore e prefetto sugli incidenti di piazza San Carlo a Torino durante i quali sono rimaste ferite oltre 1527 persone, il capo della Polizia, con una circolare, definisce con precisione le competenze – e dunque le responsabilità – per le prossime manifestazioni pubbliche. Coinvolgendo anche i privati, organizzatori dei grandi eventi dello spettacolo e dello sport.

Franco Gabrielli, mercoledì a Lampedusa, aveva detto che è compito della procura individuare eventuali colpe per i disordini di Torino. E aveva annunciato una circolare per la prevenzione di incidenti analoghi, evitando anche l’impasse “tutti colpevoli, nessun colpevole”. Dopo la drammatica notte torinese durante la partita tra Real Madrid e Juventus, il ministro dell’Interno Marco Minniti aveva raccomandato la massima vigilanza sulle prossime 1700 manifestazioni pubbliche.

E così, guardando al futuro, la nuova circolare individua le competenze per ogni Istituzione. E per farlo distingue gli interventi di safety (di cui sono responsabili comune, vigili del fuoco, soccorsi, polizia municipale, prefetture, privati), da quelli di security, questi ultmi solamente sotto la responsabilità del questore.

Da Manchester (security) a Torino (safety). L’attentato a Manchester ha fatto emergere i già noti problemi di security, gli incidenti di Torino invece (avvenuti incredibilmente in assenza di attentati) hanno fatto esplodere prepotentemente la questione della safety. Il capo della Polizia non accetta il palleggio delle responsabilità o, peggio, lo scaricabarile (“La colpa è di Turismo Torino”, aveva detto in prima battuta la sindaca torinese Chiara Appendino). E rifiuta che in uno stato di confusione di competenze alle questure vengano addossate colpe altrui.

L’elenco dei responsabili. Nella circolare sono richiamati in causa tutti gli attori dei grandi eventi: le commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui pubblici spettacoli, i vigili del fuoco, il centro operativo comunale, il centro operativo misto, il centro coordinamento soccorsi, la polizia municipale, la prefettura, la questura. E infine i privati (gli “organizzatori”).

Senza safety vietate manifestazioni. “Il modello organizzativo delineato – scrive Gabrielli – presuppone lo scrupoloso riscontro delle garanzie di safety esecurity necessariamente integrate, in quanto requisiti imprescindibili di sicurezza senza i quali pertanto le manifestazioni non potranno avere luogo”. In altre parole, precisa, “mai ragioni di ordine pubblico potranno consentire lo svolgimento comunque di manifestazioni che non garantiscano adeguate misure di safety”.

Safety. Nel distinguo di ruoli e responsabilità, il comune dovrà valutare la “capienza delle aree” delle manifestazioni, individuare gli spazi di soccorso, emettere i provvedimenti di divieto di vendita di alcolici e di bevande in vetro e lattine, “che possano costituire un pericolo per la pubblica incolumità” (proprio come successo a Torino, ndr). Gli organizzatori (i privati) dovranno “regolare e monitorare gli accessi” con “sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all’esaurimento della capacità ricettiva” (in questa fase la polizia sarà di “ausilio”), prevedere percorsi separati di accesso e di deflusso del pubblico con indicazione dei varchi.

Ai vigili del fuoco spetterà il compito dei piani di emergenza e antincendio. Sempre i privati dovranno schierare sul campo “steward preparati” per l’assistenza al pubblico. I responsabili della Sanità avranno la responsabilità dell’emergenza e dell’urgenza sanitaria. La prefettura dovrà controllare esercitare il suo ruolo di controllo e supervisione mediante “sopralluoghi per una scrupolosa verifica della sussistenza dei previsti dispositivi di safety e l’individuazione delle cosiddette vulnerabilità”. Quindi dovrà presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica (coinvolgendo anche la polizia municipale) “per la vigilanza attiva nelle aree urbane”.

Security. Ed ecco le responsabilità della Questura che cominciano dallo “sviluppo di una mirata attività informativa per valutare una eventuale minaccia”. Quindi le forze dell’ordine dovranno “mappare la videosorveglianza al fine di collegarla con la sala operativa”, svolgere una intensa “attività di prevenzione” sul territorio, svolgere “controlli e bonifiche” in quei posti dove possono “essere celate insidie” (leggi bombe, ndr) . Quindi dovranno individuare “aree di rispetto” nelle quali perquisire persone che possono portare all’interno della manifestazione armi o oggetti pericolosi. Infine, dopo l’attentato a Nizza, dovrà essere allestito un blocco del traffico per evitare l’ingresso di “veicoli”. (La Repubblica.it)

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