Associazione a delinquere per il maresciallo dei carabinieri ed ex deputato Ascierto

PADOVA – I carabinieri e i finanzieri dei comandi provinciali di Padova hanno dato esecuzione a otto provvedimenti di custodia cautelare a carico di altrettanti funzionari pubblici e imprenditori. L’operazione è stata denominata “Pantano”.
L’ipotesi di reato è associazione a delinquere finalizzata a numerosi reati contro la Pubblica amministrazione. Le amministrazioni interessate sono Comune, Provincia, Ater ed Esercito italiano. Nella bufera anche l’ex deputato pdl, Filippo Ascierto.In manette sono finiti 5 dipendenti pubblici e 3 imprenditori per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Indagato anche l’ex deputato del Pdl Filippo Ascierto, la sua compagna, e il sindaco di Villafranca Padovana Luciano Salvò (ex assessore provinciale di Padova) e funzionari del Comune, della Provincia, dell’Ater, un ufficiale dell’Esercito e numerosi imprenditori edili. Sono oltre 100 i finanzieri e carabinieri impiegati nelle 40 perquisizioni a carico dei 30 indagati.

Gli imprenditori sono: Roberto Unizzi, Manuel Marcon, Andrea Caporello (quest’ultimo arrestato in tarda mattina dopo essere tornato da una battuta di caccia in Bosnia). Ai domiciliari sono finiti Aldo Marcon (direttore Ater di Venezia), Nazario Borina, Massimo Berto, Simonetta Liviero e il ten col. Roberto Lasalvia.

L’operazione “Pantano” è stata condotta all’alba di oggi tesa a scoprire un sistema di mala amministrazione della cosa pubblica. Da quanto si è appreso l’organizzazione si sarebbe basata su un accordo tra dirigenti e funzionari pubblici infedeli ed imprenditori senza scrupoli. Le forze dell’ordine hanno dato esecuzione a sette provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dal gip di Padova nei confronti di altrettanti soggetti, responsabili, a vario titolo, di «associazione a delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati contro la Pubblica Amministrazione, tra i quali turbativa di asta, abuso di ufficio e corruzione».

Si sarebbe così venuto a creare un sodalizio criminoso nel quale i protagonisti operavano in modo coordinato e continuativo, suddividendosi ruoli e compiti. L’inchiesta riguarda per lo più la gestione degli appalti pubblici in seno ad enti come: la Provincia di Padova, il Comune di Padova, il V Reparto Infrastrutture dell’Esercito Italiano, l’Ater di Venezia e Padova. Contestualmente sono state eseguite 38 perquisizioni a domicilio ed uffici nonché notificati ulteriori 22 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati. Le misure cautelari sono la conclusione di una complessa attività investigativa avviata nel gennaio 2011, condotta con ausilio attività tecniche e riscontri sul campo e terminata nel settembre 2012.

L’indagine è nata dopo un prima indagine che riguardava l’Arpav (Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto). L’Agenzia è poi risultata totalmente estranea alla vicenda. Ma seguendo le “tracce” di alcune persone che erano state controllate dagli investigatori l’indagine coordinata dal pubblico ministero padovano Federica Baccaglini e dal procuratore aggiunto Matteo Stuccilli, ha portato a ben altro esito con l’operazione “Pantano”. Secondo quanto si è appreso dalle forze dell’ordine, il ruolo dell’ex deputato del Pdl Filippo Ascierto, che è tra gli indagati, sarebbe del tutto minore e messo in relazione alla vicenda relativa a ipotesi di truffa e millantato credito.

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