Difesa

Addio al generale Ivan Resce. Le parole di Crosetto: il lutto di una Difesa che perde un “Uomo dello Stato”

«Con profonda tristezza ho appreso della notizia della scomparsa del Generale di Corpo d’Armata Ivan Resce, Uomo dello Stato che ha servito l’Italia con disciplina, competenza e un profondo senso del dovere».
Così il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato la morte dell’alto ufficiale, affidando a poche righe l’immagine di una carriera interamente spesa nelle Istituzioni e nelle Forze Armate.

Nel messaggio di cordoglio, Crosetto ha ricordato il generale come figura di riferimento per l’Esercito, sottolineandone lo stile sobrio e concreto, la responsabilità vissuta come servizio e l’esempio personale come cifra del suo comando. Alla famiglia del generale, il ministro ha rivolto il cordoglio suo personale e di tutta la Difesa, ribadendo che la memoria di Resce continuerà a vivere in chi ogni giorno indossa l’uniforme con lo stesso spirito di dedizione al Paese.

Un comandante delle Truppe Alpine nel cuore delle missioni all’estero

Il nome di Ivan Felice Resce è legato indissolubilmente alle Truppe Alpine, che ha guidato da comandante dal 29 luglio 2005 al 19 dicembre 2006, alla testa del Comando con sede a Bolzano.

Il suo comando arriva in una fase delicatissima per l’Esercito: in quegli anni gli alpini sono impegnati in prima linea nelle missioni di pace e stabilizzazione in Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Iraq. Un periodo segnato anche da lutti pesanti, con la morte – fra gli altri – del capitano Manuel Fiorito, del maresciallo capo Luca Polsinelli, del caporalmaggiore Giuseppe Orlando, del caporalmaggiore capo scelto Giorgio Langella e del 1º caporalmaggiore Vincenzo Cardella.

In questo contesto, Resce viene ricordato, anche dalle associazioni d’arma, come un comandante capace di tenere “coeso e forte lo spirito di corpo” degli alpini, mantenendo un rapporto stretto con chi operava sul terreno e con il mondo associativo che rappresenta gli alpini in congedo.

Da Bolzano a Kabul: il generale che ha legato missioni militari e responsabilità civile

Accanto al profilo operativo, il comando di Resce sulle Truppe Alpine lascia un segno profondo sul piano politico-istituzionale del territorio. A Bolzano, in stretto raccordo con la Provincia autonoma, promuove l’idea di utilizzare il patrimonio demaniale militare non più strategico come leva per migliorare la qualità di vita del personale in servizio e per rafforzare il radicamento delle caserme nel tessuto civile.

Da questa visione nascono, fra l’altro:

  • il progetto di riqualificazione delle aree demaniali militari in Alto Adige, avviato nel 2006 grazie all’azione voluta proprio da Resce come comandante delle Truppe Alpine, con la realizzazione di nuove strutture e alloggi per i militari in cambio della cessione alla Provincia di aree e caserme non più necessarie;
  • il progetto “Bolzano–Kabul”, ideato dal presidente della Provincia Luis Durnwalder d’intesa con il generale Resce, per finanziare infrastrutture scolastiche e sanitarie in Afghanistan, nelle zone dove operano gli alpini, unendo cooperazione civile e presenza militare sul terreno.

È l’immagine di un comandante che non si limita al perimetro delle operazioni, ma spinge le Forze Armate a interagire con il territorio, con le istituzioni locali e con la società civile, trasformando caserme e presidi militari in nodi di una rete di relazioni, progetti, responsabilità condivise.

Dal genio pionieri al demanio della Difesa: il tecnico chiamato sui dossier più sensibili

L’ultima fase di carriera colloca Ivan Resce al centro di uno dei capitoli più sensibili della politica della Difesa: la razionalizzazione e l’alienazione del patrimonio immobiliare militare.

Terminato il comando delle Truppe Alpine, Resce viene chiamato al Ministero come direttore generale dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE). Nel 2009 è ascoltato dalla Commissione Difesa della Camera in merito al programma di alienazione degli alloggi della Difesa, illustrando dal punto di vista tecnico e procedurale i piani di cessione, permuta e riqualificazione delle strutture.

Nello stesso periodo il generale rappresenta il Ministero della Difesa anche davanti alla platea internazionale del mercato immobiliare, al Mipim di Cannes, come direttore generale del demanio militare, in una fase in cui nascono strumenti come Difesa Servizi S.p.A. per valorizzare e vendere caserme, arsenali ed edifici storici delle Forze Armate.

È un ruolo scomodo, nel quale Resce agisce da tecnico chiamato a tenere insieme esigenze operative, vincoli di bilancio, tutela del patrimonio storico e diritti degli assegnatari degli alloggi. Alla Camera difende l’impostazione che prevede la vendita di migliaia di abitazioni e il riuso delle risorse per nuove infrastrutture più moderne ed efficienti, non nascondendo le criticità di un processo destinato a incidere profondamente sul volto delle città militari italiane.

Biografia di Ivan Felice Resce

La figura di Ivan Resce è quella di un ufficiale che attraversa, da protagonista, mezzo secolo di storia militare italiana.

Secondo le cronache ufficiali delle Truppe Alpine e le note biografiche delle associazioni d’arma, Ivan Felice Resce nasce nell’agosto del 1945 ed è di origine campana. Frequenta il 23º corso dell’Accademia Militare di Modena, proseguendo poi la formazione alla Scuola di Applicazione, e intraprende la carriera nell’Esercito nel Corpo del genio.

Da ufficiale superiore, Resce comanda il 21º Reggimento Genio Pionieri come colonnello, tra il 21 settembre 1993 e il 21 settembre 1994. In seguito ricopre «incarichi di prestigio» sia nel Comando delle Truppe Alpine sia nello Stato Maggiore dell’Esercito, fino alla guida della Brigata Alpina “Julia” nel periodo 1998–2000.

Il 28 luglio 2005 assume formalmente il comando delle Truppe Alpine alla caserma “Vittorio Veneto” di Bolzano, subentrando al generale Bruno Iob, in una cerimonia che vede schierati reparti di tutte le unità dipendenti dal Comando e quattro Bandiere di Guerra. In quell’occasione ricorda pubblicamente il suo arrivo nella stessa caserma 35 anni prima, da giovane tenente, definendo il comando delle Truppe Alpine «un grande privilegio» e sottolineando il ruolo degli alpini come portatori di tradizioni capaci di far emergere «il meglio dell’uomo e del soldato».

Il suo mandato al vertice delle Truppe Alpine termina nel dicembre 2006, quando gli subentra il generale Armando Novelli e Resce viene destinato al Ministero della Difesa, Direzione generale dei Lavori e del Demanio, dove seguirà i complessi programmi di dismissione e riqualificazione del patrimonio immobiliare militare, in particolare l’intesa con la Provincia autonoma di Bolzano per la costruzione di alloggi per il personale e la cessione di ex caserme allo sviluppo civile.

Con la sua scomparsa, avvenuta all’età di 80 anni, si chiude la parabola di un ufficiale che ha intrecciato l’esperienza dell’arma alpina con quella del genio e dell’amministrazione, portando lo stesso rigore professionale tanto nelle valli afghane quanto nei tavoli più tecnici dei palazzi romani.

Il ricordo degli alpini: rigore, umanità e una leadership “pagata di persona”

Oltre ai comunicati ufficiali, la misura di che cosa abbia rappresentato Ivan Resce per gli uomini che ha comandato emerge dai ricordi dei suoi soldati.

La stessa associazione nazionale degli alpini sottolinea come, da generale, Resce abbia saputo tenere unito lo spirito di corpo di chi porta il cappello alpino, «con le stellette o senza», riconoscendo in lui il tratto di chi unisce fermezza e umanità.

È questo doppio registro – il comandante operativo delle valli afghane e il tecnico del demanio chiamato a ridisegnare caserme e alloggi – a rendere oggi la sua figura particolarmente significativa in un momento in cui alle Forze Armate si chiede, insieme, efficacia sul campo e capacità di dialogo con le comunità locali.

Nel lutto della Difesa, il profilo di Ivan Resce racconta che questa sintesi, almeno per una generazione di alpini, non è stata solo uno slogan, ma uno stile di comando vissuto fino in fondo.

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

Redazione web

Redazione Web Infodifesa Portale indipendente di informazione su Difesa e Sicurezza La Redazione Web di INFODIFESA è composta da giornalisti, analisti e specialisti del comparto difesa e sicurezza. Dal 2013 Infodifesa.it offre notizie, approfondimenti e analisi geopolitiche aggiornate e indipendenti. Il portale non è una testata giornalistica registrata e non ha carattere periodico – come specificato nella sezione Chi siamo di Infodifesa – ma pubblica contenuti informativi e di analisi in base alla disponibilità e all’attualità dei temi trattati. 📍 Trasparenza Tutti gli articoli vengono realizzati con attenzione alla verifica delle fonti e al rispetto della verità dei fatti. Le opinioni e i commenti riflettono l’esperienza e la competenza dei nostri collaboratori.